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Applausi per “Fuocoammare” di Rosi

Applausi per “Fuocoammare” di Rosi

Ieri a Berlino il film su Lampedusa e sul dramma dei migranti

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BERLINO. Applausi ieri mattina, a fine proiezione e poi all’incontro stampa, per “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, unico film italiano in corsa al Festival di Berlino. Il documentario, girato dal regista durante tutto un anno nell’isola di Lampedusa, racconta la realtà degli isolani anche di fronte al fenomeno dell’immigrazione. «La tragedia dei migranti è seconda solo a quella dell’Olocausto, ma quello che è successo nei campi di concentramento l’abbiamo scoperto solo dopo, mentre quello che succede ora è sotto gli occhi di tutti», ha detto Rosi. E ancora il regista che con “Sacro Gra” vinse il Leone d’oro a Venezia nel 2013: «Noi abbiamo un occhio pigro verso l'immigrazione, non vogliamo vedere. Il mio non è un film politico, ma va detto che la politica fa davvero poco verso questo problema se non alzare continuamente muri. Gli isolani sono da premio Nobel, mostrano un spirito di accoglienza e di solidarietà davvero straordinario»».

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