Il grande botto in tv di Pino e gli Anticorpi
Il gruppo sassarese dopo gli applausi dell’Ariston oggi a Domenica in: «I nostri personaggi? Due deficienti che piacciono»
SASSARI. Vent’anni di gavetta per arrivare a Sanremo e far scoprire alla platea più vasta e importante d’Italia Pino la lavatrice. Dopo aver collezionato apparizioni in tutti i più importanti programmi televisivi i fratelli Michele e Stefano Manca si sono giocati le loro chance sul palco più desiderato e temuto dello spettacolo e hanno vinto. Le risate si sono tramutate in un invito a Domenica in, che oggi farà uno speciale dedicato al Festival di Sanremo e avrà in scaletta una finestra per Pino e gli Anticorpi, che giovedì pur andando in scena oltre la mezzanotte sono usciti tra gli applausi a scena aperta della platea e il sorriso soddisfatto di Carlo Conti, l’uomo che ha deciso di puntare su di loro: «Ci ha notati a Colorado Cafè e ha pensato che potevamo funzionare anche a Sanremo – dice Stefano Manca –. Dobbiamo essergli grati, eravamo una scommessa anche per lui, se non avessimo funzionato gli avrebbero imputato la scelta sbagliata».
Quanto eravate nervosi o emozionati?
«Il giusto, non tanto da essere paralizzati. Per noi in fondo era l’ennesima tappa di una carriera... al rallentatore, sono vent’anni che andiamo avanti così nelle trasmissioni televisive più popolari. Certo, Sanremo è speciale, non solo perché ti guarda mezza Italia ma anche perché sono presenti tutti gli addetti ai lavori, è un palco dove qualcuno è esploso e altri sono inciampati. Abbiamo pensato che già essere lì per noi era una vittoria e non avevamo niente da perdere. Abbiamo sentito tantissimo il sostegno che abbiamo ricevuto. Da amici e parenti e soprattutto dagli addetti ai lavori, è stata la vittoria di una categoria, adesso anche gli altri possono sperare in una chiamata perché si è visto che i comici a Sanremo funzionano».
Quanto è difficile portare al Festival di Sanremo la vostra comicità e i vostri personaggi tipicamente sassaresi?
«Diciamo che, di fronte a un pubblico così vasto, devi mediare e adattare per tutti quello che fai normalmente. Non ci hanno messo vincoli particolari sui temi, soltanto sui tempi. Poi è chiaro che il tipico intercalare sassarese non l’abbiamo usato nemmeno a Colorado Cafè e personaggi come il Mago Sagazzu non è il caso di portarli a Sanremo».
Pino la lavatrice invece ha funzionato alla grande.
«Piace perché in fondo lui e l’altro che lo esamina sono personaggi che trovi dappertutto, fondamentalmente sono due deficienti. Grazie a loro due possiamo parlare di qualsiasi tema, anche scomodo. Giovedì abbiamo riadattato uno sketch sulla cucina che avevamo presentato già una volta, ma ci è capitato di parlare di cantieri edili, medicina, politica».
Dopo Sanremo e Domenica in la vostra prossima scommessa è il film.
«Esce il 17 marzo in distribuzione nazionale e la differenza la farà ancora il pubblico, perché se la gente non andrà a vederlo dopo due giorni finirà fuori programmazione. Anche qui nessuna paura, per noi è una vittoria già il fatto di andare in sala».
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