La Nuova Sardegna

La madre della 12enne: «Basta bulli, educhiamoli»

di Stefania Vatieri
La madre della 12enne: «Basta bulli, educhiamoli»

La reazione della donna dopo la lettera delle mamme dei ragazzini nella “lista” «L’unica vittima è mia figlia. Adesso però diamoci da fare per sensibilizzare tutti»

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NUORO. «Le vittime sarebbero loro? Vittime di che cosa?». È molto dura la reazione della madre della dodicenne al centro del caso di bullismo di fronte alla lettera dei genitori dei ragazzi coinvolti nel ruolo di presunti persecutori. «Condividiamo il dolore della bambina e la preoccupazione dei genitori – avevano scritto alcuni di loro nella lettera aperta consegnata alla Nuova –, ma ora anche noi siamo vittime dei bulli che si scagliano contro i nostri figli, mettendoli alla gogna senza approfondire la situazione». Ma la madre della ragazzina non ci sta, e soprattutto non accetta un ribaltamento dei ruoli in una vicenda che a suo avviso vede al centro un’unica, vera vittima, cioè sua figlia. «È probabile – scrive – che qualcuno di quei ragazzi sia stato messo in mezzo così. Ma prima di parlare è necessario scoprire chi l'ha messo in mezzo, e perché. A quel punto può essere una vittima. Ma mai nel modo in cui lo è mia figlia! Per i genitori sono vittime, mentre i ragazzi in un modo o nell'altro hanno ammesso che sì, anche loro si toccavano quando mia figlia passava davanti o semplicemente la nominavano».

«Certo – prosegue la madre della ragazza etichettata come iettatrice – ciò che sta succedendo è una cosa bruttissima, che non volevamo succedesse. Questi bambini, di cui sono stati fatti i nomi, purtroppo ora vengono additati da altri ragazzini come delinquenti, e allo stesso modo messi da parte o emarginati. Quindi siamo al bullismo che alimenta nuovo bullismo. Il lavoro che bisognava fare, cioè sensibilizzare tutti, non è ancora stato fatto: siamo troppo impegnati a buttarci addosso le colpe a vicenda», dice ancora la donna. «Noi abbiamo fatto poco più di una decina di nomi, non una lista nera di delinquenti. Sono bambini anche loro e credo sia doveroso agire con delicatezza, e far finire questa brutta situazione. Soprattutto per nostra figlia. Ci sono tanti altri ragazzini in mezzo di cui non conosciamo i nomi, ma ai quali non è difficile risalire, quindi che nessuno si permetta più di dire niente».

Interviene anche la direttrice didattica di una scuola media coinvolta nel caso, anche se non è l’istituto frequentato dalla ragazza, né quello che frequentava lo scorso anno (dopo il primo anno, era stata trasferita quando le era stata affibbiata la patente di iettatrice). Le sue dichiarazioni rilasciate alla Nuova, particolarmente critiche verso il comportamento dei presunti bulli, sono state accolte duramente dai genitori di diversi ragazzi. «Non riesco a capire il motivo di tanta rabbia nei miei confronti — commenta la dirigente scolastica – Credo che in questi casi una sospensione di sette giorni, come avevo proposto in un primo tempo (poi non c’è stato alcun provvedimento, ndr), e non venti come hanno dichiarato alcuni genitori, sia dovuta e necessaria per creare un momento di riflessione in questi ragazzi. Mi ha fatto molto piacere l'elogio da parte del sottosegretario alla Giustizia Ferri, ma sinceramente avrei preferito che a farlo fossero stati i genitori degli studenti coinvolti».

Intanto, mentre gli adulti litigano e la polizia ha avviato un’indagine sulla vicenda, una prima risposta positiva arriva proprio dai diretti protagonisti: i ragazzi. In questi giorni infatti numerosi studenti, alcuni soli e altri accompagnati da madri e padri costernati, si sono presentati a testa bassa dalla loro coetanea, per chiederle semplicemente scusa.

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