Il ministro Lorenzin: sarà tolleranza zero La condanna di Arru
L’assessore: se necessario potrei chiudere la struttura Sel chiede alla Regione l’annullamento della convenzione
SASSARI. Il ministro annuncia tolleranza zero verso gli operatori che maltrattano anziani, disabili e malati. Il caso di Decimomannu ha scosso anche Beatrice Lorenzin. «I carabinieri del Nas stanno lavorando in modo straordinario, con controlli quotidiani che rendono di grande efficacia la task force che abbiamo istituito nel luglio del 2013 al ministero – ha dichiarato la titolare della Salute –. Le indagini su una singola struttura hanno fatto luce su questi comportamenti di inaudita gravità, mentre in tutta Italia proseguono controlli e perquisizioni. Con la task force i cittadini hanno trovato un punto di riferimento, le segnalazioni che arrivano su presunti abusi sono testimonianza della fiducia che nutrono nelle istituzioni e nel lavoro dei Nas, che ancora una volta ringrazio per il grande impegno». La Lorenzin auspica che il Senato dia il via libera quanto prima al ddl che porta il suo nome e che, tra i provvedimenti, prevede l'aumento di un terzo della pena per gli autori di abusi nei confronti degli ospiti delle strutture socio sanitarie. «Dopo migliaia di controlli effettuati in oltre due anni di lavoro, credo sia quello – conclude il ministro – un altro provvedimento importantissimo che dobbiamo a difesa dei cittadini più fragili».
Le drammatiche immagini di Decimomannu hanno fatto il giro della penisola. La condanna unanime è arrivata anche dai piani alti della politica. Dal governo, oltre quella della Lorenzin, si è levata anche la voce del sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri. «Un quadro desolante, fatto di ingiustizie e soprusi a danno dei disabili. Episodi che se confermati devono essere condannati con fermezza».
«È una vicenda enorme, che mi suscita disappunto e rabbia – tuona l’assessore alla Sanità, Luigi Arru –. Qui è evidente che si sta parlando di reati. Quando si ha a che fare con persone malate, non autosufficienti, deboli, c'è una questione etica che viene prima di ogni altra cosa. Se per garantire l'igiene personale di un paziente non c'è un numero adeguato di operatori questa attività verrà svolta in un tempo più lungo ma non esiste giustificazione ai maltrattamenti». Da più parti si insiste sul fatto che c'è un problema generale di controlli sulle strutture accreditate dalla Regione, in altre parole: la Regione attraverso le Asl paga ma non riesce a controllare se il livello di qualità dell'assistenza erogato sia adeguato. «Purtroppo non c'è un sistema diretto di controllo in capo all'assessorato ma non c'è dubbio che dobbiamo sollecitare lo sviluppo di un monitoraggio che vada al di là della constatazione della mera ottemperanza contrattuale. La condanna di questa vicenda è totale, vorrei vedere gli atti, mi metterò in rapporto con la direzione generale e si farà ciò che si deve, anche chiudere la struttura, se necessario».
Il gruppo di Sel in Consiglio regionale ha chiesto all’assessore di valutare la possibilità di annullare la convenzione. «Invitiamo l’assessore a compiere immediati accertamenti al fine di valutare se sussistano le condizioni per l’annullamento delle convenzioni in ambito socio-riabilitativo, tutt’ora in essere, tra le Asl e l’Aias Sardegna – scrivono i consiglieri Eugenio Lai, Daniele Cocco, Luca Pizzuto e Francesco Agus –. Auspichiamo una puntuale verifica delle attività della Aias, con particolare riferimento ai ritardi nei pagamenti degli stipendi dei dipendenti».
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