La Nuova Sardegna

Abbanoa, il dg si difende: «Nessun abuso d’ufficio»

di Mauro Lissia
Abbanoa, il dg si difende: «Nessun abuso d’ufficio»

Il pm Giangiacomo Pilia ha chiesto al gip Casula la sospensione di Sandro Murtas L’accusa: incarichi senza gara ad avvocati e ingegneri, mobbing a un dipendente

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CAGLIARI. Una montagna di documenti, il direttore generale Sandro Murtas cinque ore davanti al giudice per riaffermare la convinzione che ad Abbanoa tutto fila liscio: nessun abuso d’ufficio, le norme sono state rispettate nell’interesse della società regionale che gestisce il sistema idrico della Sardegna. Aperta alle 9, l’udienza in cui si deve stabilire se il dirigente può restare al suo posto o dev’essere sospeso - come sostiene il pm Giangiacomo Pilia - si è chiusa soltanto poco prima delle 14. Domani il gip Giampaolo Casula metterà a disposizione delle parti il verbale dell’esame, sono 120 pagine. Dopo di che la Procura e il difensore Massimiliano Ravenna avranno cinque giorni per depositare ulteriori atti e memorie. Infine il giudice si prenderà il suo tempo per decidere e non sarà un compito facile, considerata la mole di documenti da valutare e la complessità delle questioni poste dal pm e ribattute dal dirigente.

Prima di tutte gli incarichi all’avvocato Giuseppe Macciotta: il magistrato sostiene che il dg Murtas ha affidato allo studio cagliaritano un'attività di recupero crediti per milioni di euro senza alcuna procedura di evidenza pubblica. Non solo: l'avvocato Macciotta - stando all'accusa avanzata dalla Procura - avrebbe "palesemente violato il contratto" firmato con Abbanoa, quello che regola i rapporti e le condizioni dell'attività di recupero crediti. Malgrado questa circostanza - a giudizio del pm - Murtas non ha revocato l'incarico al notissimo legale cagliaritano. Una decisione che dimostrerebbe l'intenzione di proseguire sulla strada minata degli incarichi a rischio di illegittimità. Murtas si è difeso spiegando che quel tipo di incarico, che non è una consulenza, può essere affidato direttamente. Dal canto suo Macciotta ha inviato una nota in cui chiarisce di aver svolto fino in fondo il lavoro che era stato affidato al suo studio.

Nell'istanza d'interdizione la Procura fa riferimento poi al presunto demansionamento di una dirigente di Abbanoa, Valentina Figliola. La professionista, che ha denunciato alla Procura una situazione di presunto mobbing, era stata trasferita senza alcuna motivazione formale dalla posizione di responsabile del recupero crediti allo sportello clienti di Iglesias, per poi essere richiamata alla sede di Cagliari facendo capo a ragioni di salute. Murtas ha ribattuto che era proprio lei, la Figliola, a doversi occupare del controllo sull’attività di recupero crediti, un compito che - come dimostrerebbe una serie di email consegnate al giudice - le veniva sollecitato invano. Il trasferimento sarebbe stato legato alle esigenze dell’ufficio di Iglesias, ma è stato subito revocato quando la dipendente ha manifestato problemi di salute. Ora la Figliola, secondo Murtas, sarebbe impiegata nel servizio da lei richiesto.

Infine gli incarichi di progettazione assegnati, per il pm e senza selezione, ad alcuni professionisti esterni: il dg di Abbanoa ha giustificato la scelta con la necessità di mandare avanti una ventina di cantieri finanziati con fondi Cipe. C’era il rischio di perdere i finanziamenti, da qui la fretta di procedere. In quanto a Paolo Zoccheddu, destinatario di un incarico, é un ingegnere esperto nei lavori pubblici che aveva già lavorato per Abbanoa.

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