La Finanziaria sotto tiro Maggioranza all’attacco
All’indomani del successo per aver abrogato la super-Irpef è ripreso lo scontro I consiglieri del centrosinistra contestano e criticano le scelte degli assessori
CAGLIARI. Altro che festa all’indomani dell’annuncio: «Non ci sarà più l’aumento delle tasse». Sono riprese le randellate e rivisti i musi lunghi, nel centrosinistra. Che ha ancora molti nodi sciogliere e sono tutti intorno alla Finanziaria. Piace a pochi o forse a nessuno della coalizione, e se anche margini di manovra sono molto stretti, tutti vogliono metterci comunque le mani. Il primo vertice di maggioranza dopo che l’assessore Paci ha trovato la soluzione per far dimagrire di nuovo le imposte, è durato ben tre ore. Troppe per sostenere che il centrosinistra sia tranquillo e si goda il piacere del fresco successo anti-Irpef, o far passare la favoletta: sono buoni i rapporti fra i consiglieri di maggioranza e gli assessori. Nulla di tutto questo è oggi sulla piazza.
Paci contro tutti. È stato proprio il faccia a faccia con l’assessore al Bilancio a durare i 90 minuti. Non è stato un processo ma quasi, secondo alcune indiscrezioni, con altre che però fanno sapere: «Sì è difeso molto bene dagli attacchi». Attacchi che sarebbero stati soprattutto due: aver consegnato alla maggioranza una Finanziaria così ingessata da rendere difficile persino i più piccoli aggiustamenti. Il secondo: la bozza andava concordata prima sui capitoli di spesa e non a cose fatte. Ad esempio fra le contestazioni ci sarebbe stata questa: il taglio, definito lineare e brutale, intorno ai 32 milioni della spesa sociale, con il pericolo di una prossima rivolta fuori dal Palazzo. Concetto tra l’altro messo in chiaro, con un comunicato, dal gruppo di nove consiglieri che fanno capo a Sel, Psi, Upc e Rossomori. «Non possiamo limitarci – hanno scritto – a un semplice passaggio burocratico. L’istruttoria, in commissione Bilancio, ha confermato che l’isola è ancora prigioniera della crisi e servono interventi molto più decisi per favorire lo sviluppo». A questo segnale di allarme, altri si sono aggiunti durante il vertice. Paci avrebbe risposto : se la sanità continua a divorare più della metà del bilancio regionale, è molto difficile avere a disposizione milioni per gli investimenti. Dunque, è proprio sulla sanità e sul sociale che dovrebbe esserci un intervento «intelligente ma deciso». Non tutti i consiglieri sarebbero però d’accordo.
Arru contro tutti. È quanto potrebbe accadere oggi, nel secondo vertice di maggioranza in due giorni. All’assessore alla Sanità Luigi Arru i partiti sarebbero pronti a contestare di non essersi impegnato, come promesso un anno fa, nei controlli sulla spesa sociale. Con il risultato che senza quell’operazione di monitoraggio e pulizia, oggi sono ancora indispensabili quei 32 milioni tagliati quest’anno. Bisognerà vedere come l’assessore replicherà, anche se pochi giorni fa ha svelato: «Mi sono stati dati molti meno soldi di quelli che avevo chiesto». Siccome oggi al conclave numero due saranno presenti sia Arru che Paci le scintille sono assicurate.
Maninchedda contro. Ai più è sembrata polemica anche la dichiarazione dell’assessore ai Lavori pubblici, nell’aula della commissione Sviluppo. In apertura, Paolo Maninchedda ha detto: «C’è ben poco da dichiarare – le sue parole – dopo che la presidenza del Consiglio ha cassato, ritenendole norme intruse, quattro commi della Finanziaria che riguardavano l’assessorato». Secondo lui si sarebbe trattato di una lettura troppo restrittiva delle regole alla base dell’istruttoria a monte della manovra contabile. Sta di fatto che la decisione della presidenza è inappellabile, ma è chiaro anche: potrebbe essersi aperto un altro fronte nella guerra di posizione fra Giunta e Consiglio.
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