La Nuova Sardegna

Finanziaria rattoppata Soldi anche per il sociale

di Umberto Aime

Con l’utilizzo dei fondi europei, il centrosinistra potrebbe recuperare 32 milioni La maggioranza è su di giri e anche fra gli assessori i rapporti non sono facili

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CAGLIARI. La Finanziaria continua a essere rattoppata. Dopo aver sventato l’aumento delle tasse, la maggioranza è impegnata a evitare il taglio della spesa sociale: 32 milioni in meno. Se il primo ricamo ha messo a dura prova le coronarie del centrosinistra e della Giunta, alla fine la soluzione l’hanno trovata, questo secondo è persino più difficile. Non solo per la scelta della cassa in cui andare a prendere i soldi – dovrebbe essere quella dei fondi europei – ma soprattutto per le tensioni nella coalizione e forse a causa anche di qualche rapporto difficile fra gli assessori. Nulla d’irrimediabile, sia chiaro, però è evidente: sulla Finanziaria Consiglio e Giunta devono lavorare ancora molto prima di chiudere il cerchio. Con i tempi che si fanno sempre più stretti e con la difficoltà di aumentare le entrate, non sarà facile ma almeno non manca la buona volontà.

L’ultimo vertice. Ormai le riunioni allargate del centrosinistra sono quotidiane. Due di seguito in due giorni, quasi un record, sono il segnale che i partiti non hanno intenzione di votare a scatola chiusa la bozza presentata dall’assessore al Bilancio Raffaele Paci. Anzi, qualcuno azzarda che ci sarebbe la volontà di «riscriverla in gran parte». Altri più cauti accennano al rito da consumare «dell’inevitabile confronto prima di ogni Finanziaria ma sempre costruttivo». Poi ci sono i pompieri e sono quelli che, su ogni focolaio, gettano secchiate d’acqua, o comunque s’impegnano fino all’inverosimile a far sì che «i panni sporchi siano lavati in casa» e niente trapeli. Impossibile: i malumori ci sono, forti ed evidenti.

Il controllore. Non è un caso che all’ultimo vertice – ieri pomeriggio e di tre ore abbondanti – oltre agli assessori Paci e Luigi Arru (Sanità) abbia partecipato anche Filippo Spanu, il capo di gabinetto del governatore. È una presenza solo tecnica, è stata la versione ufficiale, ma il suo ruolo potrebbe essere stato soprattutto di calmare gli animi, far da paciere o evitare troppe scintille fra Paci e Arru, che pare in questi giorni bollenti non sempre siano in sintonia. Spanu che in diplomazia e pazienza dicono abbia pochi rivali, sarebbe riuscito nell’impresa. Dal vertice i consiglieri regionali, compresi i più turbolenti, sono riapparsi compatti, Anche Paci è sembrato abbastanza sorridente e poi pronto nel dire: «Per il sociale abbiano recuperato i milioni che cercavamo». Solo Arru è sembrato scuro in volto e frettoloso, ma solo perché «gli aerei non aspettano e deve partire in missione», è stata un’altra delle secchiata sulla brace. Secondo altri, più indiscreti, invece l’assessore alla Sanità sarebbe stato invitato con decisione ad accelerare «i sistemi di controllo sulla spesa sul welfare», diventata insostenibile per i troppi errori e le maglie larghe del passato. Senza farsi scaricare addosso colpe e peccati, Arru è stato deciso nella risposta: «Il processo è avviato e fra sei mesi presenteremo i risultati».

La soluzione. A parte quello che accadrà in futuro, oggi una delegazione della maggioranza – Francesco Agus (Sel), Raimondo Perra (Psi) e Franco Sabatini (Pd), sono tutti presidenti di commissione – incontrerà lo staff tecnico della Giunta per chiudere anche la partita dei 32 milioni. La soluzione ipotizzata nel vertice di maggioranza dovrebbe essere questa: «stornare» una parte dei finanziamenti europei destinati agli interventi per lo «sviluppo sociale». Sulla carta l’operazione dovrebbe essere possibile, anche se non sarà facile destreggiarsi fra le regole rigide dell’Unione Europea, che sul welfare è sempre attenta, non ammette scorciatoie e neanche troppa fantasia creativa. Comunque, il tentativo sarà fatto e stamani – dopo la riunione – si saprà se con successo o meno: «Con un successo sicuro», è stato l’annuncio finale degli ottimisti.

La spesa sociale sarà davvero l’ultimo ostacolo? Chissà, e con il dubbio che un ennesimo tiramolla – dopo quelli sulle tasse e il welfare – potrebbe essere invece fatale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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