La Nuova Sardegna

Meridiana al Qatar, ma prima via in 900

di Guido Piga
Meridiana al Qatar, ma prima via in 900

Nasce una holding da 100 milioni, il 51% ad Alisarda, la società aerea dell’emiro avrà il 49%. Olbia resterà base principale

4 MINUTI DI LETTURA





ROMA. L'ingresso del Qatar nel capitale di Meridiana è l'unica possibilità di salvezza (e di crescita) per la compagnia aerea di Olbia. E non ci sono alternative, non c'è molto tempo a disposizione per scegliere, massimo un mese. Lo dice il ministro Federica Guidi, lo ribadisce il presidente della società Marco Rigotti. Parole che si sentono dire - ieri a Roma, ministero dello Sviluppo economico - i sindacati nazionali e i governatori delle Regioni, presente Francesco Pigliaru. Concetto già duro da assorbire. Ma non più di quello successivo espresso da Rigotti: l'operazione prima dell'ingresso del Qatar comporterà 900 esuberi. Nessuno in Air Italy. Tutti in Meridiana, che ha 1800 dipendenti totali, il 64% dei quali in Sardegna.

Margini di manovra. Ma, al di là delle dichiarazioni ufficiali - toste quelle dell'azienda, severe quelle dei sindacati - la realtà è che i numeri erano noti e che ci sono spazi di manovra. Uno: l'Aga Khan non taglia perché deve chiudere. Questo era lo scenario più realistico. Fino a ieri. Perché prima non c'era un partner forte, appunto Qatar Airways, e perché prima non c'era un Governo impegnatissimo per trovare una soluzione. Prima non c'era una luce in fondo al tunnel. Ora sì. Non per tutti, ma per una grandissima parte di lavoratori. E difatti la trattativa (serrata e veloce) porterà a un abbattimento degli esuberi. A 700, forse anche a meno.

Troppe hostess. I dati sono chiari: la grande maggioranza degli esuberi è fra gli assistenti di volo. Oltre 500 andranno fuori (il 60% dei tagli complessivi). Perché? Secondo i dati al ministero, perché negli ultimi anni 600 assistenti di volo (in passato stagionali) sono stati assunti in Meridiana dal giudice, dopo le cause, con contratto fisso. Per non licenziarli, Meridiana dovrebbe mettere in flotta almeno altri 20 aerei. E non a caso la mancanza di questo piano di crescita è denunciato dai sindacati forti tra hostess e steward. Un'operazione che né Meridiana né Qatar ora come ora faranno. Nei prossimi 3-4 anni si vedrà.

Investimento a rischio. Piccola premessa: se l'operazione andrà in porto, sarà la prima volta che il Qatar investirà in un'azienda in perdita. Meridiana non è la Volkswagen, non è Tiffany, non è la Costa Smeralda. Se il paese mediorientale lo fa è perché sa che, in prospettiva, l'unione farà crescere in Italia e in Europa, con un collegamento forte con l'Asia, sia Qatar Airways che Meridiana.

No alternative. «L'opzione Qatar è l'unica in grado di assicurare il rilancio e il consolidamento di Meridiana. Si avvii rapidamente il confronto su esuberi e contratto» dice la Guidi, da un anno regista dell'operazione. «Qatar rappresenta una grande prospettiva di solidità imprenditoriale e finanziaria, una grande opportunità alla quale non ci sono alternative» chiarisce Rigotti.

Holding da 100 milioni. Capitolo esuberi a parte, l'accordo si fonda anche su altri punti. Uno è societario. Nascerà una holding: 51% Alisarda (Aga Khan), 49% Qatar airways. La prima ci metterà i beni; la seconda i soldi. Dai 50 ai 100 milioni, secondo alcuni analisti. La holding controllerà le compagnie aeree Meridiana e Air Italy e l'hangar (Maintenance).

Accordo quadro a Doha. Ora, però, servirà un passaggio fondamentale. Governo, Meridiana e sindacati dovranno firmare un accordo quadro. Un bozza in cui ci saranno una serie di impegni da concludere entro un mese. La trattativa per ridurre gli esuberi: tutti in Meridiana, non in Air Italy. Nessuna lista unica: Air Italy è in utile, e il ministero ha spiegato che giuridicamente non è possibile licenziare in quell'azienda. E poi, la eventuale fusione di Meridiana in Air Italy. E ancora, il nuovo contratto di lavoro. Questioni in cui il sindacato potrà dire la sua. L'intesa andrà sottoscritta il 23 febbraio, data del prossimo incontro al ministero. Perché il 29 febbraio la Guidi e Rigotti saranno a Doha, capitale del Qatar.

Olbia e flotta. Un primo piano di crescità c’è. Quattro nuovi aerei saranno messi in flotta per il trasporto delle merci. Olbia (non era scontato) resterà la base principale, accanto a quelle di Napoli, Malpensa e Linate. Cagliari è a rischio, invece. Da qui partirà il nuovo network. Dal prossimo inverno - se ci sarà l’intesa con il Qatar - ci saranno più voli. Tutto da verificare, ma appare l’unica speranza per salvare Meridiana. E molti lavoratori. Il più possibile, come dicono i sindacati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative