Stessi confini tra la Corsica e l’isola
La Farnesina rassicura: la delimitazione è identica a quella stabilita nel 1986
SASSARI. Dopo i recenti episodi del peschereccio ligure sequestrato dalla Francia e di quello sardo a cui è stato intimato di uscire dalle acque territoriali francesi a Nord della Sardegna – divenuti oggetto di interrogazioni parlamentari nelle quali si accusa il governo di «svendere il mare» ai francesi – la Farnesina interviene per ricordare che l’accordo di Caen sottoscritto con la Francia (e non ancora ratificato) segue le convenzione dell’Onu sui diritti del mare. Il ministero degli Esteri spiega che l’accordo è stato firmato il 21 marzo 2015, dopo un lungo negoziato avviato nel 2006 e terminato nel 2012, «per far fronte a un’obiettiva esigenza di regolamentazione anche alla luce delle sopravvenute norme della convezione sul diritto del mare del 1982 (Unclos)». «I contenuti dell’accordo, il tracciato di delimitazione delle acque territoriali e delle restanti zone marittime – si legge ancora nella nota – riflette i criteri stabiliti dall’Unclos». E per il mare territoriale tra Corsica e Sardegna è stato «completamente salvaguardato l’accordo del 1986, inclusa la zona di pesca congiunta».
I commenti. «I confini marittimi della Sardegna non sono cambiati rispetto a quelli del 1986 e le attività di pesca delle nostre imbarcazioni non subiranno modifiche». Lo afferma il senatore del Pd Silvio Lai, che commenta la nota della Farnesina sulla vicenda dei confini marittimi ed esprime soddisfazione per i pescatori sardi «a fianco dei quali – sottolinea il senatore – siamo sempre stati anche nel recente passato». Il timore paventato era proprio che l’accordo potesse danneggiare i pescatori sardi. «La verità – continua Lai – è che per loro non cambierà niente con l’accordo firmato a Caen. La nota del ministero degli esteri chiarisce senza ombra di dubbio che quell’intesa non svende i mari della Sardegna ma colma un vuoto giuridico, considerato che la norma di riferimento era ancora datata 1892». Dunque, poiché Italia e Francia fanno parte dell’Onu hanno dovuto adeguare e definire i propri confini alla convenzione Anclos del 1986 che impone regole precise quanto condivise in tutto il mondo. «L’accordo di Caen non era segreto o oscuro – precisa il parlamentare Pd – ma era l’esito di un lungo negoziato tra paesi in base a regole internazionali, da sottoporre a ratifica dei rispettivi Parlamenti». Sulla vicenda interviene anche il deputato Pd Francesco Sanna, che non risparmia stilettate al collega Mauro Pili, molto critico per l’accordo stretto tra Francia e Italia. «Il comunicato ufficiale del ministero sul trattato di Caen – commenta Sanna – smentisce la rappresentazione che ne è stata data da chi ormai, più che politica, sembra fare l’attore di melodramma con messa in scena settimanale». (s.s.)
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