Finanziaria dei misteri, il welfare ancora scoperto
Il trasloco dei fondi europei: non c’è accordo tra maggioranza e Giunta Il Governo non ha impugnato la super-Irpef, nel frattempo congelata per il 2016
CAGLIARI. Nel giorno in cui da Palazzo Chigi arriva il lasciapassare del Governo alla legge che aumenta l’Irpef regionale, ma già sterilizzata dalla Giunta almeno quest’anno, è scoppiata un’altra grana politica nel centrosinistra.
Il primo vertice tecnico sui fondi europei da dirottare sul welfare sociale – devono essere recuperati 32 milioni – sembra non aver risolto nodi e incomprensioni . Alla fine della riunione per la delegazione del Consiglio regionale «restano confermate le perplessità sollevate nell’ultimo confronto fra maggioranza e assessori». Secondo invece la presidenza della Regione, al tavolo era presente il capo di gabinetto Filippo Spanu, «i tecnici sono impegnati ancora nello studio delle varie possibilità e siamo ottimisti sul risultato finale». Sono due dichiarazioni opposte e il che vuol dire che comunque la strada dei fondi europei per rattoppare i vuoti presenti nella Finanziaria – in questo caso nella spesa sociale – è tutt’altro che sicura. Era sembrato così ventiquattr’ore fa, ma è evidente che ci sono alcuni passaggi interpretati ancora in diverso modo Tanto che il consigliere regionale Francesco Agus (Sel), faceva parte della delegazione, ha detto: «Allo stesso attuale non è ammissibile il taglio anche di un solo euro per la non autosufficienza e le estreme povertà senza la sicurezza di mantenere inalterato il livello dei servizi». Raimondo Perra (Psi), anche lui presente, ha rilanciato. «Se la strada appena tracciata non fosse praticabile, dobbiamo riprendere subito con forza la vertenza con il Governo sulle riserve erariali che ci sono state restituite – 200 milioni – e chiedere di liberarle dal vincolo della copertura solo del debito pubblico regionale. Dobbiamo avere la possibilità di utilizzarle anche per il welfare». Ma come detto la presidenza della Giunta è molto più ottimista e lo è anche nella dichiarazione del capo di gabinetto: «I lavori sono in corso – ha detto Spanu – e i primi risultati sono confortanti. Il monitoraggio sui fondi europei è appena cominciato e proseguirà nei prossimi giorni». Con una scadenza: entro martedì, giorno in cui scadano i termini per depositare gli emendamenti alla Finanziaria, la maggioranza vuole avere la certezza che, in un modo o nell’altro, i 32 milioni per il welfare ci siano.
Sì del Governo. Palazzo Chigi non ha impugnato la legge approvata a dicembre dal Consiglio che aumentava le aliquote Irpef e Irap per far partecipare i cittadini alla copertura del deficit della sanità. «Avevamo ragione noi e il centrodestra ha fatto un doppio flop», è stato il commento del presidente Pigliaru, che ha aggiunto: «Abbiamo spiegato le nostre ragioni al Governo ed è arrivata la conferma attesa: quella legge non era e non è legittima». Soddisfatto anche l’assessore Paci: «Mentre imperversavano polemiche e ricorsi, consapevoli che il diritto e le norme non sono una certezza matematica, abbiamo presentato i chiarimenti richiesti fino a ottenere una decisione favorevole». Il via libera del Governo, ma è soltanto un’ipotesi, potrebbe essere stato influenzato dal blocco degli aumenti nel 20q6? Sì, secondo l’opposizione che con Forza Italia parla del «favore ottenuto da parte di un Governo che nel centrosinistra ritengono amico ma non lo è». Secondo Marco Tedde (Fi): «La scelta è stata concordata a tavolino per non sburgiardare la Giunta». Per il coordinatore di Fi, Ugo Cappellacci, «è preoccupante l’esultanza del governatore dopo che gli hanno riconosciuto la possibilità di vessare i sardi». Ironico il commento del capogruppo Pietro Pittalis: «Per fortuna la Giunta ha fatto retromarcia, altrimenti poveri contribuenti». E anche per Michele Cossa (Riformatori) «è stato un teatrino e saremmo curiosi di conoscere qual è il pegno preteso dal Governo per non impugnare la legge». (ua)
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