Il presidente di Meridiana: gli esuberi sono necessari
L’uomo di fiducia dell’Aga Khan promuove l’intesa con Qatar Airways «Si lavorerà per ridurre le uscite ma bisogna firmare subito l’accordo»
OLBIA. Marco Rigotti era la voce dell’Aga Khan. Lo è ancora. Solo che ora lo è anche del Qatar. Lui, nel ruolo di presidente di Meridiana, si sente garante dei suoi futuri (possibili) soci. Ed è lui, in quest’intervista concessa alla “Nuova”, che spiega quale potrebbe essere il futuro della compagnia aerea di Olbia.
Presidente, partiamo dagli esuberi. 900, come un piccolo paese che scompare. Sono proprio necessari?
«Gli esuberi di Meridiana sono strutturali. Lo sono dal 2011, quando abbiamo chiesto la cassa integrazione, scelta condivisa con i sindacati per evitare, già allora, i licenziamenti. Lo sono dal 2014, quando abbiamo riavviato i licenziamenti, poi da noi sospesi su invito del Governo, che si era impegnato a trovare un partner».
Beh, ora il partner c’è, ma gli esuberi restano. Difficile da capire.
«Il partner, se ci sarà, ci consentirà di ridurli. È impensabile che il Qatar arrivi e ci dica: vi do 20, 30 aerei, così riassorbite tutti gli assistenti di volo».
Il problema vero sono gli assistenti di volo, dunque.
«Certo, gli assistenti di volo sono in un numero insostenibile. Questo perché, meglio ricordarlo, 600 stagionali sono stati assunti a tempo indeterminato dopo averci fatto causa e averla vinta; oltre 400 sono ancora in organico. L’ampiezza del numero degli esuberi è determinato da questo fatto, soprattutto».
Diceva che l’arrivo del partner potrà ridurre il numero. Come?
«Ci sono molti strumenti a disposizione. Nostri, di Qatar Airways, del Governo. L’importante è mettersi d’accordo sul futuro: occorre subito un accordo quadro, entro marzo. Ricordo che ad aprile scade la cassa integrazione per Meridiana maintenance e a giugno quella per Meridiana fly».
Indichi qualche esempio per ridurre i tagli al personale.
«Ci aspettiamo che il Governo conceda gli ammortizzatori sociali. Gli anni di mobilità, che variano dall’eta del dipendente alla sua collocazione geografica. Più i due anni del fondo volo. Il Governo è molto impegnato a trovare tutte le soluzioni. Di questo lo ringrazio. Così, noi, potremo offrire ai pensionabili le uscite volontarie. Così, noi, potremmo offrire i contratti part-time agli assistenti di volo. Esistono già. Li vogliamo intensificare, perché con l’accordo con il Qatar ci sarà più lavoro, speriamo. A quel punto, con i part-time, invece di un assistente di volo, ne lavoreranno due. Anche con i piloti studieremo soluzioni che, sono sicuro, troveranno un accoglimento favorevole. E così per gli amministrativi e i tecnici. L’importante è questo: dobbiamo capire che, salvando l’accordo Meridiana-Qatar, saranno più i benefici che gli svantaggi. Soprattutto per i lavoratori».
Che ruolo potrà avere il Qatar?
«Intanto, Qatar Airways, che ha una flotta in continua crescita, offrirà posti di lavoro a piloti e assistenti di volo. È un’occasione. E poi, se Meridiana, con il Qatar dentro, si svilupperà nei prossimi anni, come crediamo che sarà, potrà riassorbire i lavoratori andati in mobilità. In Italia non capita tutti i giorni».
Essere licenziati non appare una grande opportunità.
«Purtroppo, in Italia, le alternative che possiamo offrire noi, pochi possono averle. Questo perché c’è un’azionista che ha sempre creduto in Meridiana: l’Aga Khan. Non dobbiamo dimenticarlo. Senza di lui, non saremmo qui a parlare oggi di rilancio. Questo perché c’è un Governo, in particolare il ministro Guidi, che ha fatto un lavoro eccezionale. Questo perché abbiamo la possibilità di avere un partner industriale e finanziario ai massimi livelli mondiali».
Negli ambienti finanziari, in effetti, sembra strano che il Qatar creda in un’azienda in crisi da anni.
«Meridiana, con il Qatar, potrà competere in un mercato, quello del trasporto aereo, in cui dominano o le low cost o i grandi player. Non era scontato, non lo è sino alla firma dell’accordo. Segno che Meridiana, se ben posizionata, può dare risultati nei prossimi anni. Cominceremo subito, mettendo quattro nuovi aerei per il cargo e potenziando il network invernale. Per noi è una grande opportunità. Qatar Airways ha la fila di chi le chiede di fare società. Noi siamo vicinissimo a farlo. E, se lo faremo, lo faremo partendo da Olbia, che resterà il nostro quartier generale. Non è poco».
Che cosa chiede ai sindacati? Di che cosa ha paura?
«Il Qatar offre a tutti noi una finestra. Ci offre un futuro immediato per chi resta in azienda, e sono la maggior parte, solido, forte. Sta a noi accettarla o rifiutarla. Ma resterà aperta per poco tempo. Qatar Airways ha altre opportunità, giustamente chiede una risposta subito. Chiara».
E se la finestra dovesse chiudersi senza intesa?
«Lo ha detto il ministro Guidi. Lo ripeto. Non c’è un’alternativa all’accordo con Qatar Airways».
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