Meno debito e più lavoro: Fitch promuove la Sardegna
L’agenzia americana di rating si dice ottimista sulla ripresa economica. L’assessore regionale Paci: «C’è ancora da fare, ma la strada è segnata. La crisi finirà»
SASSARI. Dalla società americana Fitch Ratings un’iniezione di ottimismo per la Sardegna. Secondo l’agenzia internazionale di valutazione del credito il debito dell’isola continuerà a ridursi, la liquidità in cassa rimane soddisfacente e la ripresa economica si consoliderà. Il mercato del lavoro, inoltre, lascia ben sperare con i suoi 31mila occupati in più, la contrazione del 40 per cento del ricorso alla cassa integrazione e il contenimento della disoccupazione verso il 15, anche se al di sopra di due punti della media nazionale.
«Stabilità significa poter dire agli investitori che la Sardegna è una destinazione non solo interessante ma soprattutto sicura, oltre che presto libera da gran parte della inutile burocrazia che spesso scoraggia gli imprenditori – afferma l'assessore alla Programmazione, Raffaele Paci –. Avere prospettive economiche stabili significa poter contare su maggiori certezze per proseguire con il risanamento economico avviato da questa giunta prima di tutto nella sanità e con le politiche che attraverso investimenti pubblici adegueranno il sistema delle infrastrutture, miglioreranno le scuole, contribuiranno a elaborare progetti informatici di ricerca e sviluppo per supportare il turismo e contrastare lo spopolamento».
Gli analisti di Fitch sottolineano che il maggior coinvolgimento della Sfirs, la società finanziaria della Regione, non si traduce in maggiore passività, anzi lo stock di debito diminuirà dai 1,35 miliardi del 2014 a 1 miliardo circa nel 2017, ovvero il 15 per cento delle entrate. Prevedono che i trend positivi di economia e occupazione avranno effetti positivi nel medio termine anche sui consumi interni e sulla capacità tributaria della popolazione, permettendo alla Regione di incassare 6,6 miliardi di gettito rispetto ai 5,7 del 2014. E stimano che i timidi segnali di recupero avuti nel 2015 si rafforzeranno progressivamente nel 2016 e poi nel 2017, grazie anche al taglio dell'Irap del 25 per cento e alla totale esenzione dall'imposta sulle attività produttive per le nuove imprese. «C'è ancora molto da fare per uscire definitivamente dalla terribile crisi degli ultimi anni, prima di tutto risolvere il dramma della disoccupazione – conclude Paci –. Ma, come dimostra anche l'analisi di Fitch, la strada ormai è segnata. E noi continuiamo a percorrerla con grande impegno e determinazione».
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