Statali, la mobilità è ancora un miraggio
Nel 2014 hanno cambiato ufficio meno dell’1% dei dipendenti. In partenza l’operazione Province
ROMA. In un anno hanno cambiato ufficio meno di 30mila dipendenti pubblici, per un tasso di mobilità che scivola sotto l’1%. A monitorare i trasferimenti è l’Aran, l’Agenzia che rappresenta il governo davanti ai sindacati. I dati sono aggiornati al 2014 e risultano, pur se leggermente, inferiori a quelli dell’anno precedente. Insomma i movimenti all’interno della Pa si mantengono sempre sugli stessi livelli, con le oscillazioni che derivano per lo più da accorpamenti di enti decisi con i decreti di spending review. In particolare, il tasso di mobilità scende allo 0,04%, corrispondente a circa 1.330 lavoratori, se si guarda agli spostamenti che non implicano solo un semplice cambiamento di scrivania ma di amministrazione, in questi casi si parla di movimenti extracomparto.
La fotografia scattata dall’Aran immortala così la situazione alla vigilia di quella che il ministro della Pa Marianna Madia, ha definito «la più grande operazione di mobilità della storia italiana». Si tratta del ricollocamento dei dipendenti delle ex Province, trasformate in enti di area vasta. Nuove realtà in cui troverà posto solo la metà del personale, il resto invece deve essere assorbito da Regioni, che prendono parte delle funzioni delle Province, Comuni e altre amministrazioni. Il numero dei dipendenti coinvolti supera i 15mila, ma gli esuberi, secondo i dati forniti dal governo, si fermano a 1.800. Per evitare che qualcuno si ritrovi senza occupazione il ministero della Pubblica amministrazione ha avviato una mappatura dei posti liberi, trovando, prime stime alla mano, oltre 2.500 posizioni vacanti. Ma il numero degli uffici con carenza di personale potrebbe anche raddoppiare. D’altra parte da ricollocare non ci sono solo i dipendenti delle Province, ma anche quelli della Croce Rossa, dove le eccedenze sono 2mila. Di certo più posti saranno disponibili più facile sarà soddisfare il dipendente in esubero, che dovrà fare i conti con le distanze (non è infatti detto che il nuovo lavoro sia sotto casa).
Per i travet quindi i trasferimenti sono destinati ad aumentare, ma non è il solo cambiamento in arrivo. In settimana in Parlamento inizierà l’iter per il parere sul decreto «in materia di misurazione e valutazione delle performance delle Pubbliche amministrazioni». Parte quindi il countdown per il provvedimento chiamato a rivedere il meccanismo che sta alla base delle “pagelle” degli statali.
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