Meridiana, lavoratori contro l’accordo
Infuocata assemblea Filt-Cgil: critiche ai sindacati sugli esuberi. Oggi nuovo vertice al Mise e sit-in dei dipendenti
OLBIA. La giornata si preannuncia piuttosto calda. E la vigilia non è stata da meno. In una sala del Mise, davanti al ministro Federica Guidi, alle 14 si incontreranno nuovamente i rappresentanti dell’azienda e dei lavoratori. Sarà un passaggio cruciale per il futuro di Meridiana e dei suoi dipendenti. I sindacati andranno alla ricerca di una intesa per provare a salvare più lavoratori possibile. In settimana si volerà a Doha per chiudere o stracciare l’accordo. I 900 esuberi annunciati, al momento appaiono come unica condizione per permettere l’ingresso del Qatar nel capitale di Meridiana. Ma è una condizione dura, dolorosa da accettare. E ieri lo si è capito bene. L’assemblea dei lavoratori promossa dalla Filt Cgil, alla presenza del segretario nazionale Nino Cortorillo, è terminata nel caos.
I sindacati. La Filt Cgil ha convocato l’assemblea, aperta anche ai non iscritti, per esporre la linea ai lavoratori, soprattutto assistenti di volo. Il segretario Cortorillo ha sottolineato l’importanza di avere un partner come Qatar Airways. Poi ha illustrato la posizione del sindacato. «Noi abbiamo solo una carta: la trattativa. Non possiamo non stare in quel tavolo – ha detto –. Certo, sarebbe più semplice dire no e tirarci indietro. Il livello di sostenibilità non può essere quello dei 900 esuberi. Sarà difficile, ma tocca a noi provare a far cambiare idea all’azienda». Sulla stessa linea Franco Monaco, segretario provinciale della Filt. «Non c’è un piano industriale e il numero degli esuberi è invariato. È inaccettabile – ha spiegato Monaco –. Ma noi vogliamo fare qualsiasi tentativo per salvare fino all’ultimo posto possibile e chiediamo un rilancio dell’attività in Meridiana. Purtroppo sappiamo anche che i tempi non giocano a nostro favore».
Le critiche. All’assemblea hanno partecipato decine di lavoratori. Ma alcuni, non tutti iscritti alla Cgil, hanno mosso dure accuse al sindacato. Qualcuno ha chiesto di rinunciare alla trattativa e auspicato una assemblea generale dei lavoratori. Inoltre è stata rivendicata, per quanto riguarda gli esuberi, una lista unica con Air Italy, già bocciata dal ministero. «Venite qui e non sapete neanche come far cambiare idea all’azienda – ha attaccato un lavoratore, ex iscritto Cgil –. I sindacati devono rappresentare i lavoratori. E voi non siete autorizzati a trattare senza il nostro mandato. Serve una assemblea generale». Poi un altro dipendente: «Se il Qatar viene a queste condizioni, a me non importa nulla». Ed è intervenuto anche Andrea Mascia, l’autore della protesta sul palo: «Ben venga il Qatar, ma vediamo anche cosa ci offre. Perché qui ci ritroviamo punto e a capo. Non ci può essere alcuna firma senza la lista unica con Air Italy». L’assemblea si è chiusa con le vene del collo gonfie. Amareggiato Franco Monaco: «Noi, comunque, la trattativa la faremo».
Il presidio. Oggi diversi dipendenti (quelli delle magliette rosse) terranno un sit-in davanti al ministero. «Se non si supereranno gli aspetti negativi, dal dualismo con Air Italy all’enormità del numero di esuberi – spiega l’Usb – , è impensabile che si possa trovare una via d’uscita positiva. Verificheremo lo stato della trattativa, ci aspettiamo un cambio di rotta».
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