La Nuova Sardegna

Dai fondi dell’Europa un aiuto per la Finanziaria

Il centrosinistra tira un sospiro di sollievo: trovati i 32 milioni che mancavano Presentati oltre mille emendamenti. Il voto decisivo previsto entro Pasqua

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CAGLIARI. Sempre più quella di quest’anno è la Finanziaria dei miracoli. Ogni volta che tutto sembra perduto fino allo sconforto del centrosinistra, appare il tocco magico delle soluzioni. È accaduto con le tasse regionali, sterilizzate fino a essere sospese, è stato lo stesso per il welfare o spesa sociale. Con la maggioranza ormai al limite di una crisi nervosa, all’improvviso i 32 milioni che mancavano sono stati trovati. Saranno pescati dai fondi europei: un’operazione che sembrava impossibile, è diventata possibile dopo che gli esperti della Giunta hanno rassicurato dal primo all’ultimo partito: «Bruxelles ci darà il via libera», hanno detto. Attenzione però: l’assessore al Bilancio Raffaele Paci so è dovuto caricare sulle spalle una «clausola di salvaguardia». Questa: se ci saranno impicci burocratici o qualunque altro problema, dovrà essere lui «a recuperare» fra le entrate della Regione i milioni un domani messi in discussione (l’augurio è che non sia così) dal’Europa. Il contratto è stato firmato e di fatto, in tarda serata dopo l’ennesimo vertice, la Finanziaria 2016 è stata sdoganata. Anche se dovrà sopportare il peso degli oltre mille emendamenti presentati dalla Giunta (60), dalla maggioranza (oltre 100) e da una minoranza (intorno agli 800) per ora in assetto di guerra poi si vedrà. Oggi nell’aula della commissione Bilancio comincerà il setaccio delle correzioni. La discussione andrà avanti dieci giorni, con l’impegno che l’allegato sarà «girato» al Consiglio entro la seconda settimana di marzo. A questo punto, dovrebbe essere rispettata anche la scadenza del voto decisivo a ridosso della Resurrezione, cioè Pasqua.

Welfare salvo. I milioni da recuperare dovevano essere 32, alla fine dai fondi europei saranno traslocati altri nove in più. La dotazione per le non autosufficienze, il contrasto alle povertà e i servizi integrati sarà di 250,3 milioni, contro una proposta iniziale della Giunta di 209 e ora anche appena più alta (1,3 milioni) rispetto al 2015. Dunque, la pressione della maggioranza è servita e il caso, come ha detto l’assessore Paci, «è stato chiuso con reciproca soddisfazione». Con un altro colpo da maestro: non sarà intaccata neanche la disponibilità per finanziare il reddito di cittadinanza, o per l’ integrazione sociale.

Sanità più ricca. Con un altro passaggio tecnico sul debito accumulato, è stato ritoccato il piano di rientro, anche la sanità ha avuto le sue correzioni in corsa. Lo stanziamento è stato aumentato di altri 24 milioni, per allinearlo al tetto di spesa previsto dal Comitato per la programmazione economica alla voce Sardegna, sono 2,9 miliardi, che va ricordato i sardi si pagano dall’inizio alla fine.

Balla il tesoretto. Il Consiglio in tutto ha ancora 17 milioni da manovrare e qualcos’altro potrebbe arrivare se passeranno gli emendamenti sul prelievo di parte delle risorse bloccate nel fondo Sfirs, la società finanziaria della Regione. Comunque i primi segnali dicono che saranno sollecitati 2 milioni in più per la sanità penitenziaria, 2,5 a favore del Teatro lirico di Cagliari, 7 in aumento per le borse di studio universitarie, 5,7 destinate a chiudere la storica partita delle Zir (zone industriali) in liquidazione da una vita. (ua)

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