Meridiana al Qatar, i sindacati dicono sì ma con meno esuberi
Via al confronto con governo e parti sociali. L’Usb non ci sta Un mese per l’intesa: il 23 marzo incontro decisivo a Roma
ROMA. Tutti d'accordo per trovare l'accordo. Governo, Meridiana e sindacati (tranne uno) hanno firmato ieri l'atto che dà il via libera alla trattativa per fare entrare Qatar Airways in società con l'Aga Khan nella compagnia aerea di Olbia. C'è una data di scadenza: il 23 marzo, giorno in cui andrà sottoscritta l'intesa finale. E c'è un super lavoro da fare, soprattutto sul numero dei licenziamenti e su quale compagnia aerea li farà. Solo Meridiana, come vuole l'azienda. Anche la controllata Air Italy, come chiedono i sindacati. Ma la svolta c'è, e non era scontata: Meridiana - con i suoi 1800 dipendenti, il 64% dei quali con base in Sardegna - può adesso avere un futuro. Paradossalmente, anche più solido di quello avuto finora.
L'intesa sul metodo. Ieri a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, era fondamentale trovare un'intesa. Specialmente in vista del viaggio a Doha, capitale del Qatar, del ministro Federica Guidi e del presidente di Meridiana Marco Rigotti. Quel giorno (il 29 febbraio) sarà portato un foglio ufficiale con cui l’azienda di Olbia e i sindacati si impegnano a creare le condizioni per cui Qatar Airways - compagnia aerea tredicisima al mondo per numero di passeggeri, quasi 300 nuovi aerei ordinati - prenda il 49% (e il controllo) di Meridiana. Senza quel documento, la trattativa avrebbe rischiato di morire prima di nascere.
Prima no, poi sì. Assente la Guidi (sostituita da un alto dirigente del ministero dello Sviluppo), Rigotti ha presentato una bozza d'accordo ai sindacati. Che hanno detto no, all'unanimità. Perché? Perché - hanno spiegato - ci sono troppi contenuti che rischiano di ipotecare (a favore dell'azienda) la trattativa sui licenziamenti e sul contratto di lavoro prossimo venturo. Il presidente di Meridiana, insieme al Governo (rappresentato anche da alti dirigenti dei ministeri del Lavoro e dei Trasporti), ha riscritto tutto. E i sindacati hanno detto sì. Hanno firmato Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cobas, Anpac, Anpav e Apm (piloti). Solo l'Usb non l'ha fatto.
Che cosa dice il verbale. In due fogli c’è la bussola che guiderà le trattative. Prima di tutto, c'è che i sindacati accettano di negoziare sull’arrivo del Qatar e sul rilancio della compagnia aerea di Olbia, alla cui «realizzazione il gruppo Meridiana si è impegnato con il fattivo supporto del Governo». Righe molto forti, queste. Perché segnano con l'evidenziatore l'asse che da Roma (Renzi), passando per Parigi (Aga Khan), arriva a Doha (Qatar) per salvare un'azienda storica d'Italia. Poi, c'è la forza che quel documento dà ai sindacati: il Governo si dovrà impegnare a concedere non solo gli anni di ammortizzatori sociali per i licenziati (la mobilità, che varia in base all'età dei lavoratori e alla loro collocazione geografica), ma anche i due anni garantiti dal fondo volo ai dipendenti del settore aereo, per ora congelati.
La trattativa. Ma la vera partita si gioca adesso, fuori da quel verbale e in tempi stretti e certi. Il 23 marzo al ministero andrà sottoscritta l’intesa: quella che sancirà l’arrivo del Qatar, con investimenti, secondo rumors finanziari, dai 50 ai 100 milioni programmati dal paese arabo per far volare in alto Meridiana in Sardegna, Italia ed Europa. Fino a quel momento, si tratterà su tutto, tutti i giorni. In particolare sul numero dei licenziamenti.
Lista unica. I sindacati chiedono due cose. Primo: che siano ridotti, attualmente sono 900 su 1800 dipendenti. Due: che tocchino non solo Meridiana, ma anche l’altra compagnia, Air Italy, che ha un organico di 400 dipendenti tra piloti e assistenti di volo. Una lista unica, insomma. Se passasse questa linea, Meridiana avrebbe “solo” 500 licenziamenti perché i dipendenti di Air Italy, che hanno un’anzianità minore rispetto a quelli di Meridiana e hanno base fuori dalla Sardegna, uscirebbero tutti, o quasi. Ma Meridiana è contraria, perché Air Italy non è in crisi e, secondo quanto detto dal Governo, lì i licenziamenti non si possono fare.
Un ostacolo, il primo e maggiore, nel cammino che dovrà portare alla nascita della nuova Meridiana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
