La Nuova Sardegna

A Marrubiu un altro palazzo vuoto

di Francesco G.Pinna
A Marrubiu un altro palazzo vuoto

Inutilizzato lo stabile a tre piani ultimato più di 10 anni fa: ora è in vendita

2 MINUTI DI LETTURA





MARRUBIU. Nella storia dell'impero sanitario e assistenziale targato Aias e famiglia Randazzo c'è anche un capitolo che riguarda Marrubiu. Un capitolo che però è stato scritto solo a metà. Il progetto prevedeva l'apertura di un Centro di assistenza destinato a servire tutto il Terralbese, ma non è andato oltre la costruzione della struttura, completata ma mai stata aperta. La storia risale alla fine degli anni 90 e il primo punto fermo è la concessione edilizia rilasciata dal Comune di Marrubiu ad Aias Sardegna nell'estate del 1998. Per cominciare i lavori, l'associazione dovette anche fare i conti con una petizione popolare contro lo sfratto di una storica cartolibreria che occupava alcuni locali destinati alla demolizione per fare posto al Centro Aias. Superato quell'ostacolo, i lavori andarono avanti abbastanza rapidamente e il risultato è sotto gli occhi di tutti al numero 5 di via Oristano, proprio all'angolo con via Piave e poco lontano dalla stazione ferroviaria, dove al posto della vecchia cartolibreria ora c'è un palazzone di tre piani con seminterrato e terrazza panoramica. Vista dall'esterno la struttura appare in buone condizioni. Ma le serrande alle finestre sono sempre abbassate e sopra quello che doveva essere l'ingresso principale, lo spazio per l'insegna, già predisposto, è rimasto vuoto. In Comune ricordano che a lavori completati i responsabili della struttura avevano presentato alla Regione la richiesta di autorizzazione all'inizio dell'attività. La richiesta, per quanto se ne sa, era stata però respinta a causa della presenza nelle immediate vicinanze di una rivendita di materiali edili con estese coperture in eternit che potevano rilasciare nell'atmosfera le micidiali fibre di amianto. Quelle coperture furono poi rimosse, facendo cadere le motivazioni che avevano spinto in un primo tempo la Regione a negare l'autorizzazione all'inizio dell'attività, ma a quel punto l'Aias e la famiglia Randazzo non mostrarono più alcun interesse alla apertura del centro e anzi misero in vendita la struttura. Il cartello “Vendesi” rimase a lungo sulla vetrata dell'ingresso e ci fu anche qualche contatto con possibili acquirenti che però non andarono a buon fine. «Potenzialmente, l'acquisto, a certe condizioni, poteva interessare anche il Comune, ma non se ne fece niente», dice il sindaco attuale Andrea Santucciu spiegando che in linea generale l'amministrazione comunale è ancora interessata ad ospitare a Marrubiu un centro di assistenza socio sanitaria che potrebbe offrire un servizio importante a un bacino di utenza di 26 mila persone.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative