Attentati ai sindaci, l’Osservatorio è subito operativo
CAGLIARI. Il primo pericolo è stato scongiurato: l’Osservatorio nazionale sugli attentati ai sindaci non sarà una passerella. C’è voluto un anno per organizzarlo, fu annunciato dal ministro Angelino...
CAGLIARI. Il primo pericolo è stato scongiurato: l’Osservatorio nazionale sugli attentati ai sindaci non sarà una passerella. C’è voluto un anno per organizzarlo, fu annunciato dal ministro Angelino Alfano nel 2015 a Cagliari, però vuole essere subito operativo. È stata questa l’impressione, con un bel po di fatti a sostegno, del presidente dell’Anci, Pier Sandro Scano, convocato al Viminale in rappresentanza di una regione che è prima in Italia nel rapporto fra attentati e numero di abitanti.
Parole chiave. Sono la prevenzione e le azioni di contrasto. Lo hanno ribadito dal ministro al capo della Polizia, Alessandro Pansa, a Piero Fassino presidente nazionale dell’Associazione dei Comuni. «È molto positivo – ha detto Scano – il fatto che la prima riunione non sia stata una cerimonia. Ci siamo confrontati a viso aperto, soprattutto sull’attualità – in Sardegna gli ultimi attentati a Desulo e Norbello sono di pochi giorni fa – e c’è stato accordo su come agire». A cominciare dal modello: «Non può esistere una sola strategia di contrasto al fenomeno: ogni territorio ha le proprie specificità e sappiamo bene che la Sardegna, dove non è radicata la criminalità organizzata, è unica anche nelle minacce agli amministratori locali». Cioè: i sindaci finiscono nel mirino più che altro per «moventi territoriali e non mafiosi». Dunque, non serve l’Esercito come in Sicilia o Calabria, ma «maggiore presenza visibile dello Stato – ha aggiunto Scano – che invece continua ad arretrare nelle zone interne dell’isola».
Tre interventi. Scano ha ribadito i concetti: «Occorre rafforzare il presidio territoriale che è stato indebolito a causa dalla spending review, rafforzare l'intelligence e attivare una rete tra le istituzioni per agire sulla prevenzione e sulla cultura della legalità». Passaggi che, secondo il presidente dell’Anci, «sono indispensabili per emarginare gli attentatori, frantumare il muro dell’omertà e ridare una speranza di futuro alle zone interne». Saranno questi i punti di partenza dell’Osservatorio, che «deve essere operativo se davvero vuole fermare questi troppi e continui attacchi alla democrazia». (ua)
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