Fuga di Ryanair, Delrio attacca la compagnia: i 2,5 euro una scusa
Il ministro critica la scelta del vettore irlandese che ha deciso di lasciare lo scalo di Alghero: «Ma lavoriamo per eliminare il rincaro sul costo dei biglietti»
ALGHERO. Sempre più guerra fredda tra governo e Ryanair. E la Sardegna rischia di diventare la vittima di questo scontro ad alta quota. Il ministro ai Trasporti Graziano Delrio va all’attacco della compagnia irlandese e della sua scelta di lasciare lo scalo di Alghero. Il rappresentante del governo accusa Ryanair di avere cercato un motivo qualsiasi per lasciare l’isola. «Non si va via per 2 euro e mezzo – dice Delrio –. Ma è vero che vogliamo tagliare le tasse e ridurre al minimo l’addizionale».
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Buone notizie. Per ora è solo una promessa, ma Delrio ribadisce la volontà del governo di trovare una soluzione alternativa all’aumento delle tasse sui biglietti aerei. «Le compagnie aeree hanno affrontato la questione in un modo che non condivido – continua –. Le minacce di ridurre i voli e il personale per una tassa prevista da anni per il potenziamento del fondo a tutela dei lavoratori che perdono il posto rappresenta un collegamento arbitrario. In realta molte di loro avevano annunciato da tempo il disimpegno. Questa è più una scusa che una realtà».
Il braccio di ferro. Ryanair ha già deciso di chiudere la base di Alghero a partire dalla stagione invernale. Resteranno solo 3 collegamenti, con Pisa, Bergamo e Bologna. La compagnia irlandese ha detto che a motivare la sua scelta è la volontà del governo di far crescere le tasse di imbarco di 2,5 euro. Ma Ryanair è l’unica compagnia che ha preso una decisione così forte. Anche perché il suo modello di business si basa molto sui prezzi stracciati dei biglietti. Ma in molti sostengono che questa sia solo una scusa e da tempo Ryanair abbia deciso di concentrare i voli su alcuni grandi hub. Anche perché le Regioni non danno più le ricche sovvenzioni alla società low cost.
Il governo. Delrio non si scompone e difende le scelte del governo. «Dobbiamo fare in modo che l'aumento delle tariffe, in linea a quello di tutti gli altri Paesi europei – continua Delrio –, non deprima il mercato. Abbiamo già specificato che l'aumento non era retroattivo. C’è l’impegno a cercare soluzioni che alimentino il fondo speciale per il trasporto aereo non attraverso l'aumento progressivo delle addizionali. La legge Fornero ha previsto che il fondo del trasporto aereo venisse sostituito dal fondo di solidarietà alimentato in gran parte dai contributi delle imprese. Ora sul tema è in corso una discussione tra Governo, Inps, ministero del Lavoro e dell’Economia per far partire il nuovo fondo e per aggiustare l’addizionale».
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