La Nuova Sardegna

Pd, sabato la direzione verità

Soru l’ha convocata per affrontare la crisi all’interno del Partito democratico

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CAGLIARI. La direzione regionale del Pd è stata riconvocata. Sarà sabato prossimo, ancora a Oristano, per «concludere il dibattito sulla crisi interna», cominciato ormai diverse settimane fa e scatenato dai suoi ex alleati della corrente «popolari-riformisti» (Cabras e Fadda) che dopo poco più di un anno gli hanno tolto la fiducia. A confermare la convocazione è stato il segretario Renato Soru, che nell’annuncio, arrivato alla fine del convegno a Cagliari sulla legalità col ministro Orlando, ha detto anche. «Vorrei precisare che non mi sono autosospeso e neanche lo sono i componenti della segreteria ancora in carica. In queste settimane, ci siamo incontrati più volte per discutere del partito anche alla ricerca di una soluzione». Che forse Soru potrebbe presentare fra sette giorni proprio a Oristano, ma su cui preferisce mantenere il riserbo più assoluto. Indiscrezioni fanno sapere che sarebbe pronto a proporre in direzione una «segreteria monocolore», cioè formata solo dalla sua corrente, ma chi è molto vicino al segretario lo esclude: «Siamo alla ricerca di una soluzione unitaria e le spaccature non sarebbero utili». Di fatto – almeno stando alle poche battute trapelate in questi ultimi giorni – sembra che le posizioni siano rimaste quelle di ormai diverse settimane fa. I popolari-riformisti non hanno più nessuna intenzione di sostenere Soru, lo hanno ribadito anche in direzione, e aspettano che «il segretario faccia i suoi passi». Che potrebbero essere non tanto le dimissioni, una richiesta così esplicita non ci sarà neanche stavolta da parte del portavoce Giacomo Spissu, quanto l’impegno di «traghettare il partito nella campagna elettorale per le amministrative», per poi «prendere l’impegno di un congresso straordinario entro l’anno». Sarà questa la proposta del gruppo guidato dagli ex parlamentari Paolo Fadda e Antonello Cabras? È molto probabile, anche se da quel fronte non arrivano conferme ufficiali sulla nuova strategia. In questo testa a testa, continua a restare alla finestra il gruppo misto formato dai renziani storici e dagli ex ds. Non hanno cambiato parere su un punto, questo: «Siamo indisponibili a fare la stampella a questa o a quella corrente in lotta». Sostenuta anche da un bel po’ di consigli della direzione nazionale, la cosiddetta minoranza storica del partito, che ha in Gavino Manca, Siro Marrocu e Ignazio Angioni i portavoce, non vorrebbe che la spaccatura diventasse plateale prima delle amministrative e neanche, in autunno, alla vigilia del referendum costituzionale. Renziani ed ex ds invece sarebbero pronti a sostenere un armistizio di lunga durata, per puntare poi al congresso ma nel 2017. (ua)

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