Poche piogge, in estate colture a rischio
Coldiretti: «I ritardi nella semina potrebbero creare gravi danni». A un passo dall’emergenza in Ogliastra, Gallura e al Sud
SASSARI. I ritardi nell’avvio della stagione irrigua mettono a rischio le coltivazioni di Gallura, Ogliastra e del Sud dell’isola. Nonostante le piogge cadute nelle ultime ore, dalla Coldiretti lanciano l’allarme: «Senz’acqua le colture estive saranno a rischio con gravi danni economici». Nel frattempo in Gallura è scattato l’allarme: i 37 milioni di metri cubi d’acqua presenti nella diga del Liscia non sono sufficienti a garantire il servizio di distribuzione nell’agro e dal primo marzo scatteranno le restrizioni.
Stagione a rischio. Secondo gli agricoltori, le piogge cadute nelle ultime ore e quelle annunciate dal meteo per i prossimi giorni non basteranno assolutamente in prospettiva dell’estate. «A noi preoccupa che la forte diminuzione dell’acqua pregiudichi gli usi agricoli – aggiunge Saba –. Abbiamo trovato grande necessità a Sud e in Ogliastra».
Gli invasi. La situazione degli invasi è ancora preoccupante ma in Coldiretti sono fiduciosi perché il meteo minaccia pioggia. «Per ritornare alla tranquillità servirà un marzo piovoso – spiega ancora Saba –. Era da anni che non si verificava una situazione così critica e per evitare problemi in estate è necessario che piova per almeno un mese di fila».
I danni. Quello che preoccupa davvero è cosa accadrà nei prossimi mesi e i danni economici che il ritardo dell’avvio della stagione irrigua potrà causare. «La situazione non è omogenea in tutto il territorio regionale – dice il presidente di Coldiretti, Battista Cualbu –. In certe zone c’è forte ritardo per l’acquisto dei semi. E questa instabilità non consente agli agricoltori di pianificare la stagione. In altre zone, invece, si assiste addirittura una sovraproduzioni. È il caso dei carciofi e della filiera lattiero-casearia, che hanno offerto produzioni record ma che hanno fatto crollare i prezzi». La Nurra per ora sembra salva. Al Sud e nell’Ogliastra le cose vanno decisamente peggio. E le ricadute economiche sono tutte da quantificare. «Abbiamo chiesto alla Regione, tramite Argea – conclude Cualbu – di fare dei sopralluoghi per quantificare i danni economici che sembrano ingenti soprattutto nel Sud dell’isola».
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