La Nuova Sardegna

Falsi invalidi, il caso del maratoneta su Rai 1

di Salvatore Santoni
Falsi invalidi, il caso del maratoneta su Rai 1

L’Arena intervista l’uomo di Barisardo, cieco parziale: ha l’accompagnamento ma corre e va in bici

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SASSARI. Le fiamme gialle di Arbatax l'avevano denominata Operazione vicolo cieco proprio perché di presunti falsi ciechi si trattava. Persone con ricche pensioni di invalidità che però conducevano una vita del tutto normale. Una serie di trattamenti pensionistici che hanno fatto emergere una presunta truffa da 500mila euro. Le riprese video registrate dagli investigatori hanno dimostrato come i falsi ciechi conducessero una vita normale: in autonomia passeggiavano per le vie del centro, attraversavano strade e evitavano ostacoli e auto in sosta, facevano la spesa scegliendo i prodotti dopo aver letto le etichette e andavano a vedere al bar le partite. I cinque falsi ciechi, per porre fine alla truffa, erano stati convocati all’Inps per una visita di verifica. E a differenza di quanto avveniva nella vita quotidiana, si sono presentati accompagnati da parenti: chi con un bastone, chi camminando a tentoni e qualcuno non riusciva a distinguere il numero delle dita della mano a pochi centimetri. Tra i cinque denunciati era finito anche un maratoneta di Barisardo. L’uomo, un cinquantenne, nei giorni scorsi è stato raggiunto dalle telecamere di Rai Uno per raccogliere la sua versione sulla vicenda. Ieri l’intervista è andata in onda a L'Arena, la trasmissione domenicale condotta da Massimo Giletti. L’uomo, nonostante la dichiarata invalidità, è risultato essere uno sportivo che si allenava quasi tutti i giorni nelle strade trafficate e partecipava a numerose gare nell’isola, anche con risultati apprezzabili. Il giornalista Daniele Cortese attende il cinquantenne di Barisardo davanti casa: «Lei non mi sembra un cieco parziale, io l’ho vista arrivare in bibicletta», esordisce. L’uomo si trova spiazzato, tenta una prima risposta un po’ confusa e poi spiega: «Io ho l’invalidità civile per una serie di problemi». Allora il giornalista lo incalza e gli fa notare che percepisce una pensione di 3mila euro perché ha problemi alla vista, anche se poi riesce a stare tranquillamente sulla bici. «Sì, ma non mi contestano la pensione – continua l’intervistato –. Invece mi contestano l’indennità di accompagnamento dal 2010 e mi dicono (lo dice mostrando delle carte, ndr) che tolgono un quinto di quella indennità». L’intervista va avanti e l’uomo spiega di avere una serie di problemi fisici: «Ho ottenuto l’invalidità civile perché ho il glaucoma, l’ernia del disco, ho subito un distacco della retina, e da un occhio non ci vedo», racconta. Poi però prende dei fogli in mano e indica una riga precisa. Il giornalista lo incalza: «Ma ci vede?». »No, non riesco a leggere – risponde l’uomo – devo avvicinarmi al foglio e usare gli occhiali, ma questi fogli li avevo già pronti».

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