Epatite autoimmune, sardi esposti
Le caratteristiche genetiche all’origine dell’elevato numero di casi
CAGLIARI. Un gruppo di ricercatori e clinici dell’università e dell’Aou di Cagliari ha individuato peculiarità genetiche che espongono gli abitanti della Sardegna all’epatite autoimmune, malattia che nell’isola ha una frequenza più elevata rispetto al resto d’Italia. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica «Plos One». L’articolo, firmato da Roberto Littera e Luchino Chessa, riassume uno studio condotto su pazienti sardi affetti dalla rara malattia secondaria che porta alla perdita di tolleranza del sistema immunitario verso il tessuto epatico. I ricercatori hanno scoperto che esistono caratteristiche genetiche nei pazienti con epatite autoimmune che mostrano un’alta frequenza di un gene (KIR2DS1) dei recettori delle cellule natural killer, i linfociti impiegati nella regolazione della risposta immunitaria. Il gene è presente, in particolare, nelle forme di malattie che insorgono più precocemente. Negli stessi pazienti lo studio ha evidenziato come una particolare combinazione di frequenza di alcune molecole del sistema di istocompatibilità, che si legano ai recettori delle cellule natural killer, può contribuire a provocare la loro autoreattività nella comparsa dell’epatite autoimmune.
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