L’isola punta sui voucher
Nelle province di Ogliastra e Nuoro il numero dei buoni venduti è raddoppiato
SASSARI. Nell’isola cresce vertiginosamente l’utilizzo dei voucher per il lavoro occasionale. È quello che emerge dalla fotografia scattata da Datalavoro che ha lavorato sull’archivio dei dati Inps mettendo in fila le statistiche relative ai cosiddetti mini-job.
I dati. Il dato più interessante per l’isola è quello riferito alla variazione percentuale dei voucher venduti su base provinciale. Tra le prime posizione della classifica dei record – per la crescita annua a cavallo tra il 2014 e il 2015 – spiccano le province dell’Ogliastra e di Nuoro, che si trovano rispettivamente al secondo e terzo posto della classifica nazionale con aumenti del 121 per cento e 110,4 per cento: in altre parole, in questi territori il ricorso ai mini-job è più che raddoppiato. Più arretrato rimane il Sassarese, che si attesta al 19esimo posto della classifica con un aumento di voucher del 93,9 per cento. Infine, Olbia-Tempio agguanta il 103esimo posto: in questo caso l’incremento sul 2015 è stato della metà rispetto all’anno precedente (51,4 per cento).
Record per abitante. C’è anche un’altra mappa stilata dagli statistici. È quella della diffusione dei voucher che sono stati venduti per ogni 100 residente in età lavorativa. In questo caso, le province della Sardegna non mostrano concentrazioni degne di nota. Se però si valuta il valore assoluto dei ticket staccati, l’ultima delle province sarde risulta l’Ogliastra (107esima piazza e 112mila voucher staccati). A seguire Nuoro: (101esimo posto con 221mila voucher).
Il fenomeno. A livello nazionale, complici la crisi e l’allargamento del raggio d’azione, i “buoni” – introdotti nel 2008 per le attività stagionali e come veicolo di emersione del “nero” – sono ormai vicini alla soglia dei 300 milioni di vendite complessive, l’equivalente di circa tre miliardi di euro. I lavoratori coinvolti lo scorso anno, secondo l’Inps, sono stati 1,4 milioni, mentre la Uil ne stima 1,7 milioni. I numeri vertiginosi dell’utilizzo dei cosidetti mini-job fa pensare a un utilizzo spesso distorto dello strumento. Nati per far fronte al fabbisogno delle aziende agricole nei periodo della vendemmia, i buoni sono stati via via utilizzati espandendo il campo d’impiego complici anche una serie di modifiche legislative che hanno concesso sempre più spazio.
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