«Enti locali, legge da impugnare»
Appello al governo: numeri errati e nuovi confini delle ex Province
CAGLIARI. A Forza Italia è andata male una volta, aveva chiesto al Governo d’impugnare la legge sulle tasse e non è accaduto nulla, ora ci riprova con quella sugli Enti locali. La richiesta non è cambiata: «Fatta rispettosa istanza – è scritto nel carteggio inviato – sollecita il Consiglio dei ministri a sollevare la questione di legittimità sulla riforma regionale approvata a febbraio, per un’evidente violazione dello Statuto speciale. Statuto che impone alla Sardegna il rispetto delle grandi norme economico-sociali della Repubblica, come lo è la legge nazionale Delrio sul nuovo sistema delle autonomie locali». Secondo Fi, il centrosinistra avrebbe fatto invece di testa sua sui confini della Città metropolitana di Cagliari, ristretta a 17 Comuni e non all’intera provincia come previsto dalla Delrio. Poi la maggioranza – secondo un’altra osservazione della minoranza – avrebbe fatto lo stesso con i seggi del Consiglio metropolitano: dovevano essere 14, imponeva la Delrio, e invece sono più del doppio nella legge regionale. C’è anche una terza osservazione: i confini delle ex Province – sostiene Fi – sarebbero stati modificati con la legge (ad esempio è stata costituita dal niente quella del Sud) senza consultare gli elettori, mentre lo Statuto è chiaro: «Serviva un referendum». E siccome la consultazione popolare non c’è stata, Forza Italia si è detta pronta a raccogliere le firme per «abrogare una legge pasticciata e se non lo farà il Governo, ci penseranno i sardi».
La prima firma sull’istanza è del vicecapogruppo Marco Tedde. «L’abbiamo sempre detto – sono state le sue parole – questa riforma l’hanno concepita male e partorita malissimo». Secondo il capogruppo Pietro Pittalis, «anche a un mese dal voto, è evidente che la riforma è troppo sbilanciata verso Cagliari, mentre il resto del territorio è emarginato». Con il rischio – ha aggiunto Fi – di «uno spopolamento più veloce delle zone interne». Che invece – ha sottolineato Alessandra Zedda – può essere contrastato con le zone franche, ma «la maggioranza continua a essere contraria». Sarebbe forte il caos anche sul personale delle ex Province: «Altro che riforma a costo zero – ha detto Giuseppe Fasolino – hanno messo su un baraccone in cui sarà difficile pagare anche gli stipendi». Per Ignazio Locci, «la maggioranza non solo è uscita dal seminato della legge nazionale, ma ha previsto mille enti intermedi e alla fine sarà un pasticcio». Fino alla conclusione di Tedde: «Il Governo deve sollevare il caso. Altrimenti ci penseremo noi con il referendum». (ua)
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