La Nuova Sardegna

LE REAZIONI»IL DOLORE

CAPOTERRA. C’era un gran viavai di amici ieri mattina nella casa di via Carbonia 12, ma la famiglia di Fausto Piano non ha voluto ricevere il sindaco Francesco Dessì e neppure il presidente della...

2 MINUTI DI LETTURA





CAPOTERRA. C’era un gran viavai di amici ieri mattina nella casa di via Carbonia 12, ma la famiglia di Fausto Piano non ha voluto ricevere il sindaco Francesco Dessì e neppure il presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru. Il diniego è arrivato nella giornata di giovedì, ma è stato ribadito anche ieri quando il sindaco ha ripetuto il tentativo attraverso un vigile urbano amico di Fausto Piano: dalla famiglia è arrivato un no, «casomai più avanti». Qualcuno ha collegato la chiusura alle visite istituzionali con il grandissimo timore che non sia stato fatto tutto il possibile per liberare i due uomini uccisi. La circostanza della liberazione degli altri due tecnici che erano stati rapiti assieme a Piano e Failla il 20 luglio scorso aggiunge sospetti ai dubbi in circolazione nel paese. Subito dopo la terribile notizia dell’uccisione dei due tecnici italiani è stato detto che lo Stato aveva abbandonato la famiglia all’angoscia e all’incertezza. La chiusura alle visite di Dessì e di Pigliaru, rappresentanti delle istituzioni potrebbe essere collegata al tormento provocato dai troppi dubbi.

Il governatore Pigliaru ha dichiarato rispetto per il desiderio della famiglia di non ricevere visite e ieri pomeriggio si è recato in Comune dove le bandiere sono a mezz’asta per testimoniare la solidarietà della Sardegna intera alla comunità di Capoterra ma soprattutto alla moglie e ai figli del tecnico ucciso. Nell'incontro tra il sindaco Francesco Dessì, il capogruppo del Pd Antonello Zaccheddu e il presidente Francesco Pigliaru è stato annunciato il lutto cittadino a partire dal consiglio comunale di lunedì. «Abbiamo vissuto momenti di speranza –- ha detto Zaccheddu - e poi tutto è crollato...». Capoterra si trova tra due poli industriali, è consuetudine fin dagli anni Settanta che tubisti e saldatori partano per Medio Oriente o nord Africa a costruire oleodotti o impianti petrolchimici, per questo la tragedia di Fausto Piano è sentita profondamente da numerose famiglie. Al sindaco Francesco Dessì, Pigliaru ha rinnovato la richiesta di poter incontrare la famiglia qualora questa valutasse di volerlo ricevere.

La presidenza della giunta regionale si sentirà ancora con la Farnesina anche per gestire il rientro della salma («si sta cercando di accelerare»), ma la Sardegna intende continuare a guardare verso il nord Africa: «Noi dalla Sardegna tra alcuni giorni daremo un segno di speranza – ha dichiarato a Capoterra Pigliaru – tra alcuni giorni andremo in Tunisia per un progetti di cooperazione economica e sociale. Saremo lì non a caso, perché mentre in alcuni paesi esplodono problemi molto gravi, nel nord Africa ci sono anche paesi che hanno fatto la grande scommessa della democrazia e noi dalla Sardegna vogliamo offrire la nostra collaborazione a questo processo».(a.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative