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Vilipendio a forze armate, denunciato un pacifista

Vilipendio a forze armate, denunciato un pacifista

Perquisiti dai carabinieri militari un appartamento di tre attivisti e un circolo Il Comitato contro le basi: «È un nuovo attacco alla nostra attività»

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CAGLIARI. Piombati d’improvviso in piena notte, i carabinieri del Nucleo di polizia militare hanno perquisito l’appartamento dove abitano tre giovani antimilitaristi e sequestrato l’hard disk di un computer, manifesti, volantini e magliette con scritte contro le basi. Concluso l’intervento, i tre giovani sono stati accompagnati in caserma: poche ore dopo ne sono usciti accolti da un gruppo di amici, soltanto uno è stato denunciato per vilipendio alle forze armate e diffusione di documentazione non riservata ma in uso esclusivo di ufficio. L’accusa, contestata in concorso, è riferita a manifestazioni anti-basi militari avvenute tra settembre 2015 e gennaio 2016, compresa quindi quella che si è svolta a Teulada il 3 novembre dello scorso anno, conclusa con ventuno denunciati, scontri e aspre polemiche, ma considerata dai pacifisti un eclatante successo politico.

La protesta. Nel pomeriggio il Comitato studentesco contro l’occupazione militare ha convocato una conferenza stampa per riferire l’accaduto: «Si tratta di un attacco chiaro contro il movimento antimilitarista – ha spiegato Enrico Puddu alla Nuova Sardegna – che oggi si manifesta con queste perquisizioni e in precedenza si è realizzato coi fogli di via e le denunce dei compagni. È un’evidente provocazione, che va ad aggiungersi a quelle di cui si è resa protagonista nei mesi scorsi la Questura».

La rete. Mentre la rete registrava interventi di solidarietà da parte di gruppi e associazioni, tra cui quello di Sa Domu studentato occupato Casteddu, i militari - che dipendono dal Comando Regione autonoma - erano impegnati a esaminare il materiale sequestrato. Presto verranno estratti i dati contenuti nel disco rigido del pc acquisito ieri notte, un’operazione che avverrà in presenza del difensore del giovane denunciato, l’avvocato Marcella Cabras. Impossibile sapere che cosa cerchino gli investigatori nella memoria del computer, probabilmente corrispondenza email e testi legati all’attività politica anti-basi militari. Un’altra perquisizione è stata eseguita in un circolo privato frequentato da giovani dell’area antimilitarista, gli esiti dell’intervento sono stati comunicati al pm Pani con un rapporto dettagliato.

Riserbo. L’operazione è coperta dal massimo riserbo, difficile immaginare quale sia l’origine del provvedimento di sequestro e in base a quali elementi indiziari i carabinieri militare abbiano individuato il presunto colpevole di reati quasi dimenticati, che ormai il codice penale sanziona con multe di poche migliaia di euro. Reati che non prevedono l’arresto e neppure il fermo, così come nessun altra misura che limiti la libertà dell’indagato in alcuna fase del procedimento penale. (m.l)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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