La certezza: niente spazzatura d’oltre mare
L’Italia divisa in macro aree per il conferimento, la Sardegna sta da sola: evitata l’unione con la Sicilia
SASSARI. Per una volta essere isolati è una fortuna. Nella gestione dei rifiuti la Sardegna balla da sola, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta. Una delle novità introdotte dal ministero all’articolo 35 del lo Sblocca Italia prevede infatti la creazione di macro aree, sulla base di un principio di solidarietà che prevede il soccorso tra le regioni che ricadono nella stessa area. Cioè la possibilità che rifiuti di un altro territorio siano smaltiti in un altro, in impianti già costruiti in una zona confinante. Le macroaree sono: Nord, Centro, Sud, Sicilia, Sardegna. La nostra isola dunque sta da sola, essendo stata evitata l’unione con la Sicilia: questo è un vantaggio perché dal punto di vista delle raccolta differenziata i siciliani stanno messi decisamente peggio di noi: è infatti l’ultima regione in Italia per raccolta differenziata pro-capite, con il 93% dei rifiuti che viene ancora smaltito in discarica, a fronte di una media nazionale del 37%. Non a caso, nell’ultimo piano presentato dalla Regione, si contempla la possibilità di realizzare tre nuovi impianti di termovalorizzazione in aggiunta ai due esistenti. Dice l’assessore all’Ambiente Donatella Spano: «Noi in questo scenario dobbiamo dimostrare di essere in grado di badare a noi stessi. Per questo il Piano dovrà fotografare la situazione in maniera nitida, evidenziando la necessità o meno di costruire un terzo impianto di termovalorizzazione».
La corsa contro il tempo è già partita me nelle prossime settimane potrebbe essere accompagnata da una campagna di sensibilizzazione martellante. Perché in materia di raccolta differenziata il ruolo fondamentale è quello dei Comuni: «Le amministrazioni si stanno impegnando molto – dice l’assessore – e in alcuni casi i risultati raggiunti sono eccezionali. Serve un impegno collettivo, la Regione ha chiesto a tutti di migliorare le performance invitando le comunità a stabilire le regole e limitare al massimo lo smaltimento in discarica».
C’è chi difficilmente potrà fare meglio di così: è il caso del comune di Tergu, in Anglona, che domina la classifica dei centri ricicloni con l’85,8 per cento di raccolta differenziata, comune più virtuoso dell’isola. E ci sono anche macro aree, come quella corrispondente all’ex provincia del Medio Campidano, che ha raggiunto la percentuale media di raccolta del 63,4 per cento, a un passo dalla soglia del 65 fissata dal ministero. Ma in base agli ultimi dati ci sono numerosi comuni ancora molto indietro, nei quali serve un cambiamento di rotta repentino. È il caso del piccolo centro di Monteleone Rocca Doria che non va oltre il 12 per cento di raccolta differenziata. Mentre trai comuni più grossi c’è qualcosa da rivedere ad Alghero, che supera a malapena il 30 per cento. (si. sa.)
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