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Meridiana, 50 tecnici in esubero

Guido Piga
Aerei Meridiana
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Aerei Meridiana

L’accusa delle tute blu: "Scelta incomprensibile, siamo in pochi e il lavoro è tanto"

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OLBIA. In mezzo al rosso dominante (e non per scelta politica) delle magliette rosse di Meridiana, c’è il blu. Quello delle tute blu. Operai? No, tecnici. Specializzati. Capaci di smontare e rimontare un aereo, che sia della Boeing o dell’Airbus, alla perfezione. Tute blu che si vedono poco, ma che fanno molto lavoro. Cinquanta di loro, su 300, quasi tutti con sede a Olbia nei due hangar, sono stati dichiarati in esubero da Meridiana.

Inaccettabile, per i sindacati, Cobas e Cgil. Ingiusto. Senza logica industriale.

«Siamo sott’organico, altro che in esubero - dice Agostino Putzu, dei Cobas, alla vigilia del primo incontro con l’azienda a Roma -. Abbiamo un sacco di lavoro, i due hangar sono tutti occupati, ma noi siamo costretti a fare un turno, invece dei due che servirebbero. E perché? Perché siamo pochi. Perché il nostro lavoro lo fanno i consulenti esterni. Una trentina solo a febbraio».

Putzu fissa i paletti della discussione con l’azienda, in vista dell’ingresso di Qatar Airways. «I consulenti vengono pagati 30 euro netti l’ora - spiega -, noi, dipendenti, veniamo pagati 18-30 euro lordi l’ora. Non è giusto. I nostri sono i salari più bassi d’Europa. E allora, primo punto: vogliamo un nuovo contratto, l’ultimo è del 1997. Nel 2010 ci è stato imposto un rinnovo che ci è costato il 5% del salario. Noi vogliamo riprenderci quel 5%. Chiediamo solo giustizia. Secondo: non ci sono esuberi, non possono esserci perché il lavoro è tanto e, siamo sicuri, con l’arrivo del Qatar sarà destinato ad aumentare. Tutto l’anno, senza bisogno dei consulenti esterni. Terzo: per discutere seriamente dobbiamo capire se resteremo sotto l’attuale società, Maintenance, o se andremo sotto quella della compagnia aerea. Noi, come tecnici, abbiamo dato molto all’azienda. Ora tocca all’azienda fare un passo verso di noi».

Anche perché c’era un grande progetto: Olbia come polo delle manutenzioni degli aerei nel Mediterraneo. «Meridiana non l’ha portato avanti, ma ora, con l’accordo con il Qatar, quel piano può e deve essere ripreso - spiegano Franco Monaco, segretario gallurese della Filt, e Gianfranco Gusinu, della rsa -. Noi ancora crediamo al rilancio di Meridiana, per questo il Qatar deve diventare un’opportunità non per creare esuberi, che non ci sono, ma per aumentare gli organici tutto l’anno. Escludendo il ricorso ai tecnici esterni, una pratica che abbiamo sempre denunciato». La Cgil riconosce che la cassa integrazione ha anche dato cose positive: «I tecnici sono stati formati - dicono Monaco e Gusinu - e sono in grado di lavorare su aerei Boeing e Airbus. È un capitale umano che Meridiana non può disperdere».

«Con l’arrivo del Qatar, con gli annunciati 4 aerei cargo e con una giusta e più efficiente organizzazione del lavoro, oggettivamente non possono esserci esuberi nelle manutenzioni di Meridiana. Anzi, serviranno altri lavoratori» chiude Elisabetta Manca, segretario provinciale della Uilt.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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