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«Sarebbe un errore mandare i militari»

«Resto, ma l’Italia non mandi i militari sul campo perché con il nostro passato coloniale in Libia verremmo percepiti come degli invasori». Filippo M. è un imprenditore italiano che vive a Tripoli....

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«Resto, ma l’Italia non mandi i militari sul campo perché con il nostro passato coloniale in Libia verremmo percepiti come degli invasori». Filippo M. è un imprenditore italiano che vive a Tripoli. Gestisce alcune attività e chiede di usare un nome fittizio per precauzione. L’uccisione di Salvatore Failla e Fausto Piano «è una tragedia» che ha scatenato la preoccupazione tra gli italiani in Libia, «non siamo tantissimi, siamo tutti in contatto».

Del resto, sin dal rapimento dei quattro tecnici della Bonatti, nel luglio dello scorso anno, la vicenda è stata una di quelle che ha segnato la comunità italiana nel Paese: «Ci siamo sentiti spesso con quelli della Bonatti, che conosco molto bene». Ma i mesi sono passati senza notizie di rilievo. In questa calma apparente, la notizia della morte dei due italiani ha creato un grande clima di tensione, «che è stato mitigato solo dalla notizia della liberazione di Pollicardo e Calcagno». «Purtroppo, non sappiamo ancora cosa è veramente successo», ammonisce.

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