Soru: nessuno scontro Spissu: è su scherzi a parte
Vertice interlocutorio, si chiude subito dopo le dichiarazioni del segretario Lui non si dimette e chiede sostegno, gli ex alleati abbandonano la sala
ORISTANO. «Nessuno scontro e nessuna sfida finale, solo un dibattito sereno sulla gestione del partito e per dare un contributo alla politica sarda». Dopo tre settimane di riflessione il segretario del Pd Renato Soru ha optato ieri per una apertura soft della direzione regionale convocata a Oristano per superare l'impasse nata dopo la frattura con l’area dei popolari e riformisti di Paolo Fadda e Antonello Cabras con le dimissioni dei suoi rappresentanti nella segreteria. Ma è stata una questione di pochi minuti, perché al momento giusto non ha esitato ad affondare il colpo e rilanciare la sfida spiegando ai suoi ormai ex alleati che se vogliono possono sfiduciarlo in assemblea. Ma dovranno motivare molto bene la sfiducia perché «servono motivazioni politiche che ora non vedo» e che comunque per fare un altro segretario bisognerebbe necessariamente fare anche nuove primarie. Nel frattempo aveva messo in chiaro che nessuno, tantomeno lui, si era dimesso dalla segreteria. «Confermo che c'è un segretario, che c'è una segreteria con cinque componenti che non si sono dimessi e un partito vivo e attivo che sta svolgendo il suo compito e interloquisce con la giunta regionale e anche con la segreteria nazionale». Decisissimo a non mollare e tenere la posizione, Soru ha chiuso il suo intervento lanciando la sfida anche alle minoranze (ex Ds, ex Civatiani, Renziani) invitando «le persone di buona volontà e quelli che hanno voglia di prendersi un po’ di responsabilità ad alzare la mano nei prossimi giorni e dare la propria disponibilità a entrare a far parte della segreteria».
La reazione. Che la tensione fosse altissima lo dimostra la reazione alle parole di Soru tra le fila dell’area popolare e riformista, che occupa il lato sinistro della sala della sede oristanese di via Canepa. Paolo Fadda è seduto al fianco del portavoce Giacomo Spissu. Una sorta di consultazione lampo mentre il segretario lascia il microfono e la presidente annuncia l'apertura del dibattito. Che non ci sarà. Perché in sostanza nessuno si iscrive a parlare. Andrea Murgia prova a rompere il ghiaccio, ma poi scatta la sospensione.
Il rinvio. Quando si ricomincia, un’ora dopo, è il deputato Francesco Sanna che lo riapre proponendo l'aggiornamento della direzione per discutere la proposta politica del segretario. «E se ci sarà da dire si o no – aggiunge – io diro di si».
La replica. Il compito di replicare a Soru tocca al portavoce dei popolari e riformisti Giacomo Spissu. «Questa è una direzione paradossale, sembra di stare su Scherzi a parte. Non dovevamo intervenire, perché la situazione non è cambiata rispetto a tre settimane fa e non possiamo tollerare che chi ha il 25% del partito pretenda di governarlo come se ne controllasse il 100%. All'interno del partito c'è un problema che deve essere affrontato e invece è stato aggirato» ha aggiunto riferendosi evidentemente alla gestione personalistica del partito contestata al segretario dalla sua area. «Per me – ha concluso Spissu –, non c'è altro da aggiungere e la direzione si chiude qui». E così è stato. Il tentativo della presidenza di proseguire il dibattito (aveva già dato la parola a Luca Clemente) è stato infatti stoppato dal consigliere regionale Gavino Manca, che ha chiesto e ottenuto il si della direzione per la proposta di chiudere il dibattito e tornare a casa.
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