A Orgosolo non ci vuole andare nessuno. Le partite in casa? A Parma
La squadra di softball è stata ripescata, ma per fare l’A2 dovrà giocare sempre fuori casa. Gli altri team non hanno i soldi per sostenere la trasferta oltre Tirreno
ORGOSOLO. Lo stadio di casa è a Parma. Nessun paradosso, le ragazze del softball di Orgosolo dovranno giocare tutte le partite in casa, si fa per dire, nella città emiliana. Il motivo è semplice, le sue avversarie non voglio andare a giocare in Sardegna. Troppo lontano e costoso fare una trasferta tanto lontana e le giocatrici pur di non perdere la possibilità di giocare nella A2 sono pronte a un esilio volontario e a far sembrare Parma la città di casa.
E forse anche per questo i vertici della società cercano di annacquare la polemica. «Per noi il sacrificio maggiore sarebbe stato non giocare – dice il manager del Supramonte Orgosolo di softball femminile, Maria Assunta Mereu –. Giocare questa stagione sempre in trasferta nasce da un accordo con la Federazione, che ha ripescato in A2 la nostra squadra che non ne aveva diritto. Siamo consapevoli di andare incontro a grossi sacrifici, ma questo era l'unico modo per non perdere questa opportunità. Quando ho iniziato con il softball, 30 anni fa, in Sardegna c'erano sette squadre e il confronto ci ha fatto crescere. Oggi ci siamo solo noi e la Nuoro softball in A1. Da anni le nostre ragazze si allenano per giocare i playoff, unico momento nel quale possiamo affrontare le altre formazioni. E purtroppo questo ci ha finora penalizzato, perché, pur vincendo qualche gara di playoff, non siamo mai riuscite a ottenere la promozione in A2. La Fibs ci ha dato un’opportunità che dovevamo cogliere. Se in questa stagione arriveremo alla salvezza, dalla prossima giocheremo le gare interne nel nostro campo a Orgosolo. Dobbiamo fare questo sacrificio se vogliamo far vivere la nostra squadra».
Il Supramonte nel 2015 fa i playoff, ma non conquista la promozione in A2. Ottiene il ripescaggio con la rinuncia del Valmarecchia di Villa Verrucchio. Finisce con Bovisio Masciago (Mi), Cairese (Sv), Porta Mortara (No), Rescaldina (Mi). Il ripescaggio è stato fatto dalla federazione a patto che non pesi sui bilanci delle altre società. Arrivare in Sardegna per loro comporta una spesa eccessiva. Ecco perché la squadra barbaricina dovrà affrontare tutta la stagione regolare in trasferta.
«Abbiamo le capacità tecniche per ottenere la salvezza – conferma Mereu – e motivazioni forti. Vogliamo tenere duro per proseguire la nostra avventura. Il paese ci è sempre stato vicino, la dirigenza sa che sarà una stagione di sacrifici economici e infatti cerchiamo anche degli sponsor che ci diano una mano». Da parte della Federazione la vicenda Supramonte è chiara. «La società di Orgosolo ha chiesto il ripescaggio – dice Totoni Sanna, vicepresidente Fibs – perché in Sardegna non poteva giocare, arrivando ai playoff per la A2 senza gare ufficiali. Il ripescaggio non competeva al Supramonte, ma la rinuncia di una squadra al campionato ha aperto le porte a questa possibilità. Tutta l'operazione è stata concordata con la dirigenza di Orgosolo, che ha deciso di fare un grosso sacrificio pur di giocare in un campionato nazionale. Nessuna imposizione da parte della Federazione o delle altre società che anzi hanno dato piena disponibilità ai doppi turni. Nella prossima stagione, se il Supramonte manterrà la categoria, potrà disputare le gare interne a Orgosolo».
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