Gli inquirenti a caccia della talpa
Passata al setaccio la zona dell’assalto. Ancora molti punti oscuri sulla dinamica
SASSARI. Non saranno indagini lampo, ci vorrà tempo per arrivare a un risultato, forse lo stesso che è stato necessario per pianificare l’assalto milionario alla sede della Mondialpol Sardegna (quindi mesi). Però gli investigatori della squadra mobile della questura di Sassari, guidati dal dirigente Bibiana Pala, procedono secondo un programma basato su valutazioni interessanti. Non trapela niente, ovviamente, perché l’attività investigativa è stata completamente secretata e le uniche notizie che emergono riguardano l’attenzione maniacale con la quale si sta passando al setaccio la zona compresa tra Caniga e Predda Niedda.
Una scelta investigativa che sembra confermare l’ipotesi - circolata fin dal primo momento - che il commando possa avere usufruito di appoggi nel territorio. Non esattamente una base operativa ma - per esempio- un deposito, un luogo dove parcheggiare soldi e armi e muoversi «puliti» nella fase più concitata dei controlli. A questo punto anche il furgone trovato bruciato ad Alà dei Sardi potrebbe suonare come un depistaggio per fare credere che qualcuno è arrivato fino lì ed evitare che si guardi altrove.
La banda, la sua composizione, il ruolo del capo, la tipologia delle armi utilizzate, l’abbigliamento e gli atteggiamenti, tutto questo viene studiato attimo per attimo. Guardando e riguardando le immagini delle telecamere del sistema di videosorveglianza della Mondialpol Sardegna. Ma anche gli altri video registrati in giro dagli occhi elettronici di impianti delle aziende private.
Si cerca - è evidente, anche se nessuno lo dice - l’anello di congiunzione. Quello che ha unito la banda con il territorio, che ha consentito di avere le informazioni precise, anzi dettagliate anche sull’ambiente interno della sede della Mondialpol. E di conoscere particolari determinanti, come quello del tratto di muro non soggetto a blindatura. Una eventualità che i banditisi erano comunque preparati a fronteggiare - a quanto pare - con una sorta di piano B: se non avesse avuto successo la benna della pala meccanica, infatti, erano pronti a utilizzare l’esplosivo.
E poi c’è l’aspetto più recente, quello dei lavori di ristrutturazione e adeguamento della sede della Mondialpol Sardegna: un capitolo che viene esaminato guardando soprattutto a quante persone sono transitate, al ruolo che hanno avuto, alle conoscenze che possono avere acquisito.
Si cerca la talpa, insomma, non con fare scontato ma con un ragionamento che mette insieme più elementi. (g.b.)
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