Lutto cittadino a Capoterra «Piano ucciso, il governo spieghi»
Scarsa partecipazione alla commemorazione che ha aperto i lavori del consiglio comunale Il sindaco Francesco Dessì: «Ora Roma deve fare chiarezza e dire alla famiglia che cosa è accaduto»
CAPOTERRA. La partecipazione della comunità per ora non c'è stata: nel giorno della proclamazione del lutto cittadino per la tragica morte di Fausto Piano, l’unico segno tangibile sono le tre bandiere a mezz'asta esposte davanti al municipio. All’interno, la commemorazione istituzionale del tecnico ucciso in Libia, inserita dalla Giunta come primo punto all'ordine del giorno del consiglio comunale, si svolge davanti a pochi intimi: i consiglieri c'erano tutti, ma nella tribuna riservata al pubblico solo una ventina di partecipanti. Il paese sembra compiere la stessa scelta di riservatezza della famiglia.
La commemorazione. Il ricordo di Fausto Piano e della sua drammatica fine durano appena una decina di minuti. In apertura di seduta la lettura da parte del segretario comunale della delibera con cui l'amministrazione civica "profondamente colpita partecipa al dolore e al cordoglio dei familiari per la drammatica morte del loro congiunto". Poi i brevi interventi del presidente del Consiglio Efisio Demuro e del sindaco Francesco Dessì. Capitolo chiuso, i lavori consiliari sono proseguiti con gli altri punti all'ordine del giorno. «Non apriamo un dibattito – ha precisato subito il sindaco – per rispetto del silenzio dei familiari». L'impressione dall'esterno è che la comunità locale abbia in parte già metabolizzato la tragedia e che magari si riservi una più significativa e sentita partecipazione quando la salma tornerà a Capoterra per i funerali.
Silenzio nelle strade. In paese nessun manifestino e nessun segnale tangibile del lutto cittadino. Anche l'abitazione della famiglia Piano, in via Carbonia 12, non è più meta del pellegrinaggio di parenti e conoscenti. Tutte le imposte sono sprangate, la moglie Isabella e i tre figli Stefano, Giovanni ( partiti ieri mattina per Roma) e Maura sono chiusi nel loro immenso dolore. Ma forse per loro è meglio che l'assedio a cui erano stati sottoposti nei giorni scorsi sia concluso. Avevano chiesto il silenzio attorno a loro, le "visite" in massa sono finite. Scontato già in partenza che nessuno della famiglia partecipasse ieri sera al consiglio comunale, che è stato aperto con un minuto di raccoglimento. Poi la lettura della delibera di partecipazione dell'amministrazione al dolore di moglie e figli di Fausto Piano e a seguire gli interventi del presidente dell'assemblea e del sindaco.
«Ora la verità». «Siamo tutti molto colpiti – ha esordito Efisio Demuro –, pensavamo che i mesi di silenzio seguiti al rapimento servissero al ministero degli Esteri e ai Servizi per riportare a casa Fausto e i suoi tre compagni. Così purtroppo non è stato e ne siamo profondamente addolorati. Adesso chiediamo con forza che il Governo ci dica, e lo dica soprattutto alla famiglia, cosa è accaduto». Il sindaco Dessì ha ribadito quanto espresso nei giorni passati: «Non ci aspettavamo questo epilogo, qualche giorno prima dell'uccisione avevo incontrato il figlio Stefano e mi era sembrato abbastanza ottimista per la sorte di Fausto. Stavamo già pensando a una grande festa per salutare il suo ritorno a Capoterra, invece ci troviamo qui in un momento di grande tristezza per ricordare un nostro concittadino che tutti conoscevamo e stimavamo per la sua onestà, per la laboriosità e la disponibilità». La consigliera Veronica Pinna si rammarica del mancato dibattito in Consiglio: «Mi sarebbe piaciuto ricordare la morte di Franco Lamolinara, ingegnere edile ucciso in Nigeria da una banda di rapitori il 7 marzo 2012, quattro anni proprio a oggi (ieri ndr). Il nostro pensiero va anche a lui oltre che al nostro concittadino Fausto».
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