Stadio illegale a Is Arenas: il pm chiede due condanne
Per il caso dello stadio Is Arenas arrivano le prime richieste di condanna nel giudizio abbreviato: due anni e otto mesi per il geometra titolare della ditta Andreoni Antonio Grussu e un anno e mezzo...
Per il caso dello stadio Is Arenas arrivano le prime richieste di condanna nel giudizio abbreviato: due anni e otto mesi per il geometra titolare della ditta Andreoni Antonio Grussu e un anno e mezzo per il dipendente Giorgio Caria. A concludere per la colpevolezza dei due tecnici, su livelli diversi colpevoli di peculato e falso, è stato il pm Enrico Lussu dopo la requisitoria davanti al gup Mauro Grandesso. Per l’accusa gli imputati erano consapevoli che la variante sui lavori della recinzione doveva essere realizzata con soldi pubblici a favore del Cagliari calcio e l’aver incassato 750 mila euro dal comune di Quartu, denaro compreso nel piano integrato d’area Serpeddì, rende Grussu e Caria complici dell’operazione condotta dall’asse Mauro Contini-Massimo Cellino per mettere in piedi parte del nuovo stadio a carico dei contribuenti. Opposta la lettura del difensore: per l’avvocato Massimiliano Ravenna i due imputati vanno assolti perché l’opera era stata ordinata in quei termini dal Comune e loro non avevano alcuno strumento poer sottrarsi. L’impresa Andreoni - ha sostenuto il legale - aveva vinto l’appalto e doveva rispettarlo. Peraltro - è sempre la tesi difensiva - la recinzione “irrobustita” da strutture di sicurezza più costose era obbligatoria per stadi che contenessero più di cento persone, come dire che la prima stesura dell’appalto non teneva conto di quest’obbligo e avrebbe generato una struttura irregolare. La decisione del giudice è in programma per il 17 maggio.
La clamorosa inchiesta giudiziaria prese l'avvio nell'autunno del 2012, quando in Procura arrivò un esposto su presunte violazioni paesaggistiche commesse coi lavori di ristrutturazione del vecchio campo sportivo di Is Arenas per farne uno stadio da serie A. Una cimice installata negli uffici del comune di Quartu rivelò agli uomini del commissario Ugo Calledda, del nucleo investigativo del Corpo Forestale, che in municipio si lavorava per dirottare parte dei 750 mila euro dei fondi Pia Is Arenas-Serpeddì destinati a lavori pubblici nell'area di Is Arenas su alcune strutture dello stadio, che in base al contratto dovevano essere tutte a carico del Cagliari calcio. Saltò fuori un presunto accordo tra il sindaco Contini, l'assessore ai lavori pubblici Stefano Lilliu, il dirigente Pierpaolo Gessa con la regia di Massimo Cellino e la partecipazione di altri tecnici che per l'accusa portò a impiegare una parte della somma nella realizzazione della recinzione dello stadio e di una cabina elettrica. Gessa confessò nel corso di una serie di interrogatori di aver ceduto alle pressioni del sindaco, dell'assessore Lilliu e anche dello stesso Cellino, che sollecitava la partecipazione del Comune alle spese per la ristrutturazione dello stadio. Alla fine - stando alle accuse - vennero realizzate a spese pubbliche una cabina elettrica e parte della recinzione.
Nel febbraio 2013 finirono in carcere Contini, Lilliu e Cellino, che hanno sempre negato qualsiasi tentativo di utilizzare impropriamente denaro pubblico.
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