Finanziaria, è navigazione a vista
Nuovo vertice di maggioranza a pochi giorni dall’inizio del dibattito in Consiglio
CAGLIARI. La Finanziaria ha una data sicura, mercoledì 16 comincerà il dibattito in aula, mentre l’alleanza di centrosinistra continua a navigare più o meno a vista. Tanto che questo pomeriggio il governatore Francesco Pigliaru parteciperà, in Consiglio regionale, a un vertice di maggioranza. È stato convocato per tirare le fila e soprattutto blindare una manovra che continua a non piacere a molti. Dopo il ritiro degli emendamenti di maggioranza e l’approvazione del testo in commissione, la settimana di riflessione pare non sia servita a calmare gli animi. All’appello mancano ancora una quarantina di milioni necessari a coprire gli stanziamenti ipotizzati per le tre emergenze: lavoro, cultura e sociale. I partiti di maggioranza continuano ad avere idee diverse su come colmare il vuoto: una parte del Pd vorrebbe far dimagrire i finanziamenti (600 milioni in tutto) destinati agli Enti locali, ma Sel, Upc e Rossomori non sono d’accordo. C’è poi chi vorrebbe imporre ai Comuni di utilizzare 10 milioni del Fondo unico per i cantieri verdi, ma è una proposta già respinta al mittente dalle associazioni degli Enti locali. Un altro ostacolo sono i 4,5 milioni in più sollecitati dai questori del Consiglio per le spese correnti, con l’aumento del tetto fino a 70 milioni e mezzo. Ma la richiesta non ha trovato ancora spazio nelle ultime correzioni della bozza licenziata dalla commissione. Dunque, i nodi sono molti e il rischio che in aula accada di tutto aumenta giorno dopo giorno. Anche se gli ottimisti dicono: la Finanziaria sarà approvata il 29 marzo.
La protesta. Lo stesso giorno in cui la Finanziaria comincerà il suo cammino in aula, la Cisl convocherà in via Roma, i 120 delegati del consiglio generale del sindacato. Sarà una protesta per chiedere a maggioranza e opposizione «finanziamenti destinati a produrre immediata occupazione, attraverso progetti di politica attiva per il lavoro, programmi efficaci di qualificazione-riqualificazione delle risorse umane e la riforma dei servizi per l’impiego». Cioè – è la conclusione della Cisl – «tutto quello di cui, in questa Finanziaria, ci sono pochissime tracce».
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