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Finanziaria, 7 milioni in più per l’armistizio

Finanziaria, 7 milioni in più per l’armistizio

Accordo nella maggioranza di centrosinistra sul tesoretto. Aumentano i soldi per lavoro e cultura

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CAGLIARI. Il potere indiscutibile di chi fa della mediazione un’arte e altri sette milioni recuperati con alcuni aggiustamenti hanno riportato il sereno nella maggioranza di centrosinistra. La Finanziaria – che andrà in aula il 16 marzo – comincia a piacere ai partiti della coalizione. È stato un altro vertice, stavolta c’era anche il governatore Francesco Pigliaru, a raddrizzare una barca in cui – stando alle indiscrezioni – non «tutti i passeggeri erano proprio contenti». Ma il centrosinistra ha dimostrato di essere, come sempre, un gatto dalle sette vite: ogni volta che sembra volersi suicidare, si rianima e trova un accordo impensabile fino a neanche 10 minuti prima. È accaduto anche questa volta intorno al tesoretto a disposizione del Consiglio per soddisfare le esigenze delle tre priorità individuate: lavoro, cultura e istruzione. Bene, fino a ieri i milioni a disposizione erano 13, cioè l’avanzo degli 80 recuperati dall’assessore Raffaele Paci per evitare l’aumento delle tasse regionali, più i 5 del «fondo nuovi oneri legislativi», messi sempre da parte per la copertura finanziaria di eventuali leggi non ancora nell’agenda del Consiglio. Questo primo totale fa 18 ed è già di per sè molto lontano dai 240 milioni cui ammontavano le richieste della coalizione con gli ottanta emendamenti presentati e poi ritirati dalla stessa maggioranza. Senza raggiungere quel picco, tra l’altro impossibile, ora il centrosinistra pare abbia capito che massimo può essere toccato il tetto dei 25 milioni, grazie agli ultimi sette trovati ancora dall’assessore Paci con un trasloco di soldi da una voce all’altra della Finanziaria. Altro non c’è. «E su questi 25 milioni – è stato il commento di Franco Sabatini, presidente della commissione bilancio – abbiamo siglato un’intesa di massima e con piena soddisfazione dell’alleanza». Accordo che prevede: nei prossimi sette giorni prima della discussione in aula della manovra, saranno l’assessore Pci, il presidente Sabatini e i capigruppo ad assegnare le quote del tesoretto alle tre priorità e a scrivere gli emendamenti vincenti da portare in aula. È quell’operazione che – in politiche stretto – chiamano «fare sintesi» e sarà quella definitiva. Scoperta la formula, dovrebbe essere scontato il via libera compatto del centrosinistra alla Finanziaria, anche se proprio l’assessore ha confermato: «A luglio ci sarà comunque un assestamento di bilancio perché speriamo di avere più entrate».

Nell’attesa della buona novella, il vertice di maggioranza è servito al presidente Pigliaru anche per sollecitare rapporti «migliori e più veloci» fra Giunta e Consiglio e ricordare: «Abbiamo ancora moltissimo da fare: il riordino delle Asl e degli ospedali, la legge urbanistica, quella sulla semplificazione e c’è anche un piano energetico da approvare». (ua)

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