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Maxi truffa all’Inps in cella 2 sardi

Maxi truffa all’Inps in cella 2 sardi

A Olbia è stato arrestato l’imprenditore Antonello Spanu

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SASSARI. Due sardi sono finiti nella rete della guardia di finanza. Antonello Spanu, 57 anni, di Erula ma residente a Olbia, e Alberto Greco, 40enne nato a Cagliari, sono tra le 24 persone arrestate dalle fiamme gialle nell’ambito della maxi operazione del nucleo di polizia tributaria di Foggia per una presunta truffa all'Inps per svariati milioni di euro. Ad Antonello Spanu l’ordinanza di custodia cautelare del gip di Foggia è stata notificata ieri mattina dalla guardia di finanza di Sassari nella sua abitazione di Olbia.

Ora l'uomo, proprietario di una casa anche a Perfugas è agli arresti domiciliari. Secondo gli inquirenti, Spanu avrebbe favorito l'ingresso di lavoratori extracomunitari in Italia. Originario di Sa Mela, frazione di Erula, Spanu è un maitre che collabora da anni con una catena di alberghi con strutture ricettive in Baronia e Costa Smeralda. Alla fine degli anni Ottanta aveva costituito una azienda di liquoristica, e nel 2007 aveva scritto il libro «Le vie del mirto». Tra le sue invenzioni il brandy al mirto.

L’inchiesta dei militari della guardia di finanza di Foggia e della procura ha individuato e disarticolato una organizzazione criminale radicata, dedita alle frodi ai danni dello Stato e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In tutto sono stati individuati oltre 1.372 falsi dipendenti.

L'operazione è stata denominata «Malebolge». Secondo l'accusa, l'organizzazione simulava l'assunzione di numerosi dipendenti (per lo più con mansioni di operai), creando in tal modo i presupposti perché questi ultimi (italiani e stranieri) conseguissero percezioni non dovute di indennità di natura assistenziale (disoccupazione, malattia e maternità) erogate dall'Inps, la regolarizzazione della posizione di immigrati clandestini con rilascio di permessi di soggiorno.

Le indagini hanno permesso di accertare il pagamento di contributi non dovuti per circa 4 milioni di euro. Beni per un valore equivalente sono stati sequestrati agli indagati. Dell'organizzazione facevano parte sette professionisti, due dipendenti dell'Inps, uno del Centro per l'impiego e uno degli Ospedali Riuniti di Foggia, 15 prestanome a cui sono state intestate 32 società fantasma attive in agricoltura, edilizia e servizi e 23 reclutatori dei falsi lavoratori.

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