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Fondi neri, Carboni indagato

Fondi neri, Carboni indagato

L’imprenditore al centro, con Valeriano Mureddu, di un’inchiesta della Finanza

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CAGLIARI. Associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. È l'accusa con la quale la procura di Arezzo ha indagato Flavio Carboni insieme a un'altra decina di persone tra i quali l'imprenditore di origine sarda Valeriano Mureddu, il cui nome era già emerso anche nelle vicende di Banca Etruria. Secondo quanto ricostruito dalla procura di Arezzo, Carboni sarebbe al centro di un'organizzazione che riciclava denaro, prevalentemente provento di evasione fiscale, fondi in nero, per poi acquistare grosse società e aziende in crisi che «operano in settori strategici dell'economia nazionale». Gli uomini della guardia di finanza hanno effettuato una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici degli indagati in varie città di Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Veneto e Sardegna. In sostanza, come spiegato in una nota delle fiamme gialle, «appropriandosi del nero creato grazie all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, e approfittando della difficile congiuntura economica», gli indagati compravano le aziende in crisi grazie a «un articolato meccanismo di intrecci societari che coinvolgevano aziende rivelatesi cartiere, del tutto inoperanti», utilizzate «per drenare ingenti somme di denaro da dirottare sui conti correnti personali e dei familiari». Un giro di affari ancora da quantificare. Ancora lavoro per il procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, titolare tra l'altro dell'inchiesta su Banca Etruria dalla quale, secondo quanto appreso in ambienti giudiziari, questa nuova inchiesta sarebbe completamente slegata.

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