La Nuova Sardegna

L’allarme dell’anci

I sindaci: attentati e spopolamento lo Stato non ci deve abbandonare

di Dario Budroni

SASSARI. Fare il sindaco non è poi così semplice. Tra casse vuote e uno Stato in continua ritirata, i primi cittadini devono fare i conti anche con il rischio attentati e il fenomeno dello...

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SASSARI. Fare il sindaco non è poi così semplice. Tra casse vuote e uno Stato in continua ritirata, i primi cittadini devono fare i conti anche con il rischio attentati e il fenomeno dello spopolamento. Per questo l’Anci ha deciso di compiere un passo avanti e di suggerire idee e soluzioni. Ieri ad Abbasanta si è riunita l’assemblea dei sindaci. Si è discusso di finanziaria e riordino degli enti locali. Ma il presidente regionale dell’Anci Pier Sandro Scano ha soprattutto proposto una maggiore collaborazione per chiamare in causa direttamente Stato e Regione sulle questioni intimidazioni e spopolamento.

Rischio attentati. Il fenomeno è vasto e preoccupante. In Sardegna sono troppi gli amministratori che hanno ricevuto intimidazioni di ogni genere o che sono finiti nel mirino degli attentatori, magari ritrovandosi con l’auto carbonizzata o con una scarica di pallettoni sul muro di casa. «Qui non facciamo i conti con le cosche mafiose. Solitamente ad agire in solitaria è il cittadino, magari spinto dalla convinzione di aver subito un torto» spiega Scano. Il presidente Anci è reduce della prima riunione dell’Osservatorio sugli atti intimidatori contro gli amministratori locali, che si è riunita al Viminale. «Inizialmente ero un po’ scettico, ma devo dire che l’Osservatorio è di carattere operativo – dice Scano –. Per noi è una opportunità. Per questo ho appena chiesto ai sindaci sardi di preparare un documento che raccolga idee e proposte di tutti». L’obiettivo è quello di presentare a Roma una proposta collettiva. «Dobbiamo fare sintesi tra le diverse posizioni – continua Scano –. C’è chi chiede più sicurezza e una maggiore presenza dello Stato e chi più lavoro e sviluppo. Io penso che tra le due tesi possano andare di pari passo. Servono nuove politiche per aiutare le zone più svantaggiate e serve diffondere la cultura della legalità, ma anche un maggiore lavoro di intelligence. Soprattutto perché troppo spesso gli atti rimangono impunti». Solidarietà ai sindaci, ieri, è arrivata da Giuseppe Casti, presidente del Consiglio delle autonomie locali.

Allarme spopolamento. Pier Sandro Scano ha parlato anche di spopolamento, che picchia duro soprattutto nelle zone interne e nelle aree disagiate. «È un tema che ormai emerge troppo spesso. Quindi ho proposto di farlo diventare uno dei punti centrali della nostra azione – continua Scano –. La prossima settimana presenteremo nei dettagli il progetto». L’Anci ha individuato un percorso diviso in tre tappe. «Si partirà con un tavolo di confronto che unirà più soggetti, dalle università alle forze sociali. Poi daremo vita a una assemblea per promuovere un confronto tra Regioni e Comuni – spiega il presidente Anci –. Infine punteremo a firmare una carta contro lo spopolamento insieme alla Regione e soprattutto al Governo. Sarà un modo per chiamare in causa lo Stato in Sardegna».

Enti locali e finanziaria. Ieri durante l’assemblea dell’Anci si è anche discusso della nuova legge che ridisegna la geografia istituzionale in Sardegna. Scano ha chiesto uno slittamento di almeno 30 giorni per la prima scadenza che attende le città medie, che in teoria ricadrebbe domani. «Agli amministratori serve più tempo per definire gli accordi – dice il presidente Anci –. In questi giorni ci sono state delle riunioni, l’ultima a Nuoro, nelle quali sono state concordate le linee comuni di azione, ma occorre ancora valutare alcune questioni territoriali». Sulla finanziaria regionale e sull’ormai superata ipotesi di mettere mano al Fondo unico, Scano ha ribadito deciso: «Le risorse devono essere lasciate ai Comuni. Anzi, secondo una legge del 2007 il Fondo unico deve essere incrementato in occasione di maggiori entrate. Piuttosto che pensare ai tagli, bisognerebbe dunque pensare a un incremento».

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