La Nuova Sardegna

La salma di Piano a casa: oggi i funerali

di Silvia Sanna
La salma di Piano a casa: oggi i funerali

La famiglia del tecnico di Capoterra ucciso resta in silenzio. L’avvocato Puzzoni: nessun giudizio sull’operato dello Stato

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SASSARI. L’attesa è finita nel cuore della notte sulla pista di Ciampino. Isabella Piano ha avuto un malore quando dall’aereo militare ha visto scendere la bara: all’interno Fausto, suo marito, ucciso in Libia dopo sette mesi e mezzo vissuti nelle mani dei sequestratori. Tutta la famiglia Piano si è ritrovata di nuovo insieme su quella lingua d’asfalto. E oggi tutti rientreranno in Sardegna per l’ultimo saluto a Fausto, quello collettivo.

L’arrivo della salma. I Piano aspettavano quel momento da lunedì. Da quando Isabella e i figli Stefano, Giovanni e Maura, erano arrivati a Roma. Convinti, perché così gli era stato detto, che la salma di Fausto sarebbe arrivata nella notte dalla Libia. Hanno dovuto pazientare due giorni in più, un’attesa angosciante segnata dagli annunci e dalle smentite, dalle accuse e dalle tante domande rimaste sospese. La famiglia Piano, come in una forma di autodifesa, si è chiusa in una bolla di silenzio e dolore. Nessun commento, nessuna dichiarazione. I parenti di Fausto Piano, a differenza della famiglia di Salvatore Failla, con lui ucciso in Libia, ha scelto un profilo basso. I giudizi sull’operato dello Stato, se ci saranno, arriveranno solo dopo che Fausto avrà ricevuto la sepoltura nella sua Capoterra.

L’avvocato. A parte i parenti stretti, l’unica persona con la quale i Piano hanno avuto contatti assidui in questi giorni è l’avvocato Sergio Puzzoni, che come loro vive a Capoterra, nel quartiere Frutti d’oro. È lui il legale che assiste la famiglia ormai da più di 20 anni, «da quando ho conosciuto Fausto prima che partisse per l’Africa», racconta. Questa mattina, al rientro da Roma, i Piano e Puzzoni si incontreranno. «Dovrebbero arrivare intorno alle 10 a Capoterra, ci sentiremo e poi ci vedremo prima dei funerali».

Nessun consulente. A Roma non c’era un consulente dei Piano ad assistere all’autopsia. A differenza della famiglia Failla, i parenti del tecnico di Capoterra non hanno ritenuto opportuno nominarlo. Perché? «Evidentemente hanno pensato fosse giusto così».

Il silenzio. L’avvocato Puzzoni si sofferma sull’enorme dolore della famiglia: «Erano fiduciosi, pensavano che le cose sarebbero andate in maniera assolutamente diversa. Sono tutti stravolti per quanto accaduto. E per ora hanno deciso di non commentare, di non esprimere alcun giudizio- favorevole o sfavorevole – sul comportamento dello Stato nella gestione del sequestro». Tutto rimandato, forse, a quando la ferita lentamente inizierà a rimarginarsi.

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