La Nuova Sardegna

La svolta smart: mini centrali di gas e auto elettriche

di Silvia Sanna
La svolta smart: mini centrali di gas e auto elettriche

L’isola punta a risparmiare e ridurre le emissioni inquinanti L’assessore Piras: distribuzione capillare nei territori

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SASSARI. La svolta smart punta a dire gradualmente addio alle mega centrali: via libera a mini impianti distribuiti nei territori, a una distribuzione capillare che garantisca in ogni piccola area l’autosufficienza, quella che sinora è mancata. «A fronte di una produzione elevata, le ricadute nel territorio sono bassissime. Per questo è necessario aumentare il consumo, in particolare per quanto riguarda le fonti rinnovabili. Abbiamo già individuato 11 distretti all’interno dei quali avremo autosufficienza energetica». L’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras è fiduciosa: illustra le linee guida del piano energetico, adottato dalla giunta a gennaio, che disegna gli scenari da oggi sino al 2030. «È il primo piano energetico – sottolinea – e attraverso la sua applicazione la Sardegna si candida a diventare un modello europeo per l’utilizzo intelligente dell’energia».

Gli obiettivi. Sono quattro e costituiscono i pilastri del piano. «La metanizzazione, il risparmio energetico, la modernizzazione del sistema e una maggiore efficienza compatibile con la nostra idea e linea di sviluppo», spiega l’assessore, esponente dell’Upc. Un sogno? «No: il percorso è avviato, alcune iniziative sono già partite, la richiesta di finanziamenti pure. Noi ci crediamo».

A tutto gas. Il nodo resta il metano. Atteso da tempo e mai arrivato nell’isola. Con i progetti sul gasdotto che nel frattempo si sono interrotti. La giunta regionale non abbandona il discorso metanizzazione, che resta essenziale, ma lo affronta da un’altra prospettiva. «Un progetto per un nuovo gasdotto richiederebbe tempi troppo lunghi. Per questo puntiamo a garantire l’approvvigionamento di metano attraverso il gnl, il gas naturale liquido. Ma niente mega strutture – spiega la Piras – meglio piccoli rigassificatori da dislocare in punti strategici del territorio. Per esempio Porto Torres e il Sulcis, aree già infrastrutturate dove l’intervento sarebbe minimo. Un terzo impianto potrebbe trovare posto in una zona più centrale dell’isola, pensiamo per esempio all’Oristanese. Stiamo lavorando da tempo sul sistema di distribuzione, sul piatto abbiamo messo 100 milioni di euro, in 38 bacini le reti sono già completate». All’appello mancano gli investitori, ma questo discorso si farà in un secondo momento. Per ora l’obiettivo è duplice: dimezzare le emissioni di C02 (l’Ue ha chiesto il 40 ma l’isola ha rilanciato al 50%) e ridurre l’utilizzo delle fonti fossili del 33% rispetto al 2013.

Il risparmio. I sardi spendono troppo per l’energia, abbattere i costi è una delle priorità. E per risparmiare la giunta attraverso il piano energetico punta a un restyling degli edifici pubblici. Per ridurre gli sprechi servirà un patrimonio «ma l’importante è partire. E noi lo faremo dalle scuole – annuncia l’assessore Piras –. Puntiamo a eliminare i fattori che causano dispersione energetica e fanno schizzare i consumi alle stelle. Iniziamo con le scuole, che comportano una spesa altissima, e poi proseguiremo con gli ospedali. In entrambi i casi – continua l’esponente dell’Upc – vogliamo garantire un ottimo servizio riducendo drasticamente i costi». Anche in questo caso una stampella può arrivare dai privati: «Riconosceremo finanziamenti alle aziende che lavoreranno in direzione dell’efficientamento energetico».

Auto ricaricabili. La sperimentazione è già partita, le prime auto elettriche circolano già a Cagliari e fanno parte del parco mezzi del Comune. «L’iniziativa sarà estesa ad altre grandi città, come Sassari, e poi Nuoro e Oristano. Ma è necessario predisporre le adeguate infrastrutture – dice l’assessore – per questo appena possibile sistemeremo un numero sufficiente di colonnine per la ricarica lungo la statale 131. E subito avvieremo la sperimentazione nelle piccole isole».

I tempi. Il piano energetico regionale è un faldone aperto a critiche, aggiustamenti e obiezioni. «Sino al 4 aprile sarà possibile presentare le osservazioni all’interno della Vas, la Valutazione ambientale strategica. In questa fase si susseguono gli incontri con le parti economiche e sociali e la cittadinanza». Questo pomeriggio a Sassari, nella sede dell’Ersu, è in programma la prima assemblea plenaria. La seconda sarà a Cagliari il 18 marzo. Scaduto il tempo delle osservazioni, il piano finirà sotto la lente dei tecnici dell’assessorato all’Ambiente. Che dovranno licenziarlo entro massimo tre mesi. A quel punto il documento potrà essere approvato dalla giunta, non è necessario il passaggio in Consiglio. A luglio l’iter dovrebbe chiudersi. A quel punto partirà la caccia, vera, a finanziamenti e investitori.

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