La Nuova Sardegna

Rossomori: «Trivelle fuorilegge»

Usula e Zedda: la Regione impugni le norme che cancellano la sovranità dei sardi

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CAGLIARI. La Giunta deve impugnare, «senza altre esitazioni», la legge sblocca-trivelle. A sollecitare il ricorso alla Corte costituzionale sono i consiglieri regionali Emilio Usula e Paolo Zedda del gruppo Rossomori-Soberania. «Alla luce dell'ultima sentenza della Corte – scrivono in un comunicato – che ha respinto il ripescaggio di altri due quesiti referendari, è assolutamente indispensabile ribadire il diritto della Sardegna a disporre del suo territorio, nel rispetto della sovranità del popolo sardo». Per i due consiglieri non possono esserci dubbi: «Dobbiamo essere noi a decidere se, come, quando e dove sia possibile avviare eventuali ricerche di nuovi giacimenti. E se decidessimo di avviare questi processi estrattivi, dovremmo essere sempre noi ad avere il pieno controllo sullo sfruttamento delle risorse». Per il gruppo Soberania, «è indispensabile che la Giunta ricorra, come già hanno fatto Puglia e Veneto, contro la legge sblocca trivelle anche per il piano delle aree, la cui competenza è stata sottratta alle Regioni e la proroga delle concessioni». Infine i consiglieri dei Rossomori ribadiscono il loro convinto sostegno al Sì per il referendum del 17 aprile, e lo sostengono in forza anche del significato politico del voto - «Il Governo – è la conclusione di Usula e Zedda – vuole nei fatti neutralizzare gli effetti politici della consultazione, impedendo agli elettori di votare contro le trivelle».

Al lungo elenco delle associazioni che hanno già aderito al Comitato per il Sì, si è aggiunta quella dei «Medici per l’ambiente». Secondo il presidente Vincenzo Migaleddu, «ad aprile, col referendum, i cittadini avranno l’occasione per un’ampia e profonda riflessione sul modello di sviluppo proposto dal Governo ancor oggi basato sulla combustione dei fossili. È un modello – scrivono i medici nel lanciare la campagna per il Sì – che appare sempre più fragile e insostenibile sotto l’aspetto della salute, ma anche se messo a confronto con le ultime strategie in difesa dell’ambiente e le ipotesi di uno sviluppo sostenibile».

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