Lavoro, segnali di ripresa in Sardegna: in calo i disoccupati
Dati Istat, l’isola è prima nel Mezzogiorno: in un anno è passata dal 18,3 per cento al 16,6. In aumento l’impiego delle donne
CAGLIARI. A passo lento, ma si muove. La Sardegna sembra riprendere fiato, lo certifica ancora una volta l’Istat. La disoccupazione è in calo: dal 18,3 per cento del 2014 al 16,6 dell’anno scorso. Di fatto, è stata la meno lenta fra le regioni del Mezzogiorno nel saper rialzare la testa, con 15mila occupati in più alla fine del 2015. Anche la forza lavoro ha avuto un sussulto: +0,7 per cento, con gli scoraggiati che avrebbero ritrovato fiducia e sperano di firmare prima o poi un contratto. Messi assieme, i dati dell’Istituto di statistica confermano che «qui c’è (ancora) vita». Certo, la ripresa è sempre lontana, ma almeno qualche segno meno è stato spazzato via. Soddisfatto, ma senza farsi trascinare dall’enfasi è il presidente della Regione: «L’importante è che anche gli ultimi mesi del 2015 – ha detto Francesco Pigliaru – si siano chiusi bene. In un anno e nel confronto col 2014, la tendenza è stata sempre quella di una crescita piccola ma significativa. C’è ancora molto da fare, ma la strada è giusta».
I dati. La Sardegna si conferma leader nel Mezzogiorno e in diversi risultati si avvicina alla media nazionale. Il tasso di disoccupazione nel quarto trimestre 2015 si è attestato intorno al 16,6 per cento contro il 19,4 del Sud e l'11,9 nazionale. In numeri assoluti, oggi i disoccupati sardi sono 10.300 in meno: erano 121.800 (2014), ora sono 111.500, con un calo del 5,4 per cento. Anche il tasso di occupazione è risalito al 50 per cento, 14.900 in più dell'anno prima, contro il 42,8 del Mezzogiorno e il 56,6 nazionale. Per l’Istat sono incoraggianti i numeri della forza lavoro, ossia il totale delle persone occupate e di quelle in cerca di occupazione: +0,7, in Sardegna, mentre nel Sud sono crollati (-1,1) e non sono buoni neanche nel resto d'Italia (-0,7). Tra le note più positive le buone performance del lavoro femminile, con un tasso di occupazione più alto che nel resto del Sud: 41,6 contro il 30,6 (229.800 occupate, +4,1 per cento), tra l’altro molto vicino al valore nazionale (47,5).
I commenti. «I dati che arrivano dal mondo del lavoro sono incoraggianti – ha detto Pigliaru – confermano il trend dei trimestri precedenti e lo consolidano su tutto il 2015. Dalla fine del 2014 il tasso di disoccupazione è sceso con una certa continuità. Poi è aumentata l’occupazione e cresciuto il numero di chi cerca lavoro: sono altri segnali di fiducia». Per l'assessore al Lavoro Virginia Mura «la cautela è d’obbligo, ma non ci possono essere dubbi: l’isola s’è dimostrata fra le regioni più veloci del Sud, e a far segnare questa differenza sono state di sicuro anche le politiche attive avviate dalla Giunta». Per poi salutare con soddisfazione «soprattutto la vitalità dell’impresa femminile». Di tutt’altro avviso è il commento dell’opposizione. Marco Tedde (Forza Italia) ha scritto: «Dal 2014 non c’è traccia di un’iniziativa della Giunta cui possa essere intestato un solo posto di lavoro in più. Il tentativo d’intestarsi qualche merito, come fa Pigliaru, sembra essere solo un maldestro annuncio degno dei Baci Perugina. La verità è un’altra: siamo di fronte a una Giunta purtroppo immobile». Ma – secondo l’Istat – qualcosa di significativo comunque s’è mosso, in Sardegna. (ua)
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