Piano energetico regionale, via al confronto
I rigassificatori e il risparmio dei consumi al centro dell’assemblea a Sassari
SASSARI. È iniziato a Sassari il confronto con le forze sociali, le associazioni o i semplici cittadini sul Piano energetico ambientale della Sardegna. L’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras e il suo staff hanno illustrato i particolari tecnici (lo staff) e politici (l’assessore) che entro il 2030 dovrebbero portare alla riduzione del 50 per cento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Un traguardo che non solo non è stato definito reale, ma che passa per una serie di azioni che la Regione intende portare avanti, di concerto con i privati e con i cittadini. Un risultato raggiungibile con un incremento dell’utilizzo di energie da fonti rinnovabili, con l’efficientamento del sistema rete di distribuzione-consumi, e con l’arrivo in Sardegna del metano (Gnl). Un tema caro non solo alle utenze domestiche ma anche alle imprese che al momento pagano il prezzo più alto in Italia e che ha portato alla chiusura di grandi (Alcoa) e piccole imprese. I progetti della Regione non sono a lungo termine ed entro un paio di anni l’assessore all’Industria spera di vedere realizzati i due minirigassifficatori previsti dal piano regionale energetico, uno a Sarroch e uno a Porto Torres. E questo per una ragione semplicissima: sia Porto Torres sia Sarroch rientrano nella direttiva Seveso e non hanno bisogno di particolari autorizzazioni. Affermazioni gradite al Consorzio industriale di Sassari che sta portando avanti un progetto per la realizzazione di un deposito costiero da 10 mila metri cubi di metano e sul quale ha già investito cinque milioni di euro per due bracci di carico scarico. Diverso il discorso per i depositi costieri di Gnl che potrebbero essere ospitati nei porti di Oristano, Arbatax e Portovesme. Senza dimenticare poi le centrali termoelettriche, necessarie per l’industria, è in quest’ottica il quinto gruppo di Fiume Santo è indispensabile. Infine le energie rinnovabili, ma in questo la Sardegna è molto avanti tanto che ne produce molto di più del fabbisogno regionale. (p.s.)
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