La Nuova Sardegna

Pd, tutti contro tutti e la linea anti Soru vacilla

Pd, tutti contro tutti e la linea anti Soru vacilla

La posizione dell’area Fadda-Cabras e degli ex Ds sembra non essere condivisa Le altre anime mostrano maggiore apertura verso il segretario del partito

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La condizione esistenziale del Pd è uno stato di tempesta perenne. Soru invoca la fine delle correnti. Puntuali arrivano le distinzioni delle correnti. Si evidenzia quella sfumatura di posizione che cambia del tutto la prospettiva politica. Chi chiede le dimissioni del segretario, chi la detronizzazione, chi invoca la convocazione dell’assemblea, chi il congresso. Il risultato è un tutti contro tutti. Ma sembrano prendere corpo posizioni specifiche. L’area Fadda-Cabras e gli ex Ds vogliono che Soru si faccia da parte. E sembrano essere passati dal guanto alla clava. Ma le altre anime del Pd sono più aperte al dialogo.

La risposta. Soru risponde all’attacco frontale delle altre correnti del Pd dopo la sua lettera. «Ho visto i suggerimenti garbati che mi danno Silvio Lai e Sirio Marrocu, ma vorrei dire: non preoccupiamoci più di tanto. C’è un dibattito vivo che riguarda il modo di intendere la vita di un partito, la crescita della sua classe dirigente, il suo modo di stare insieme e di confrontarsi. Vedremo gli esiti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi».

Renziani. E a dare ossigeno al segretario arriva anche la presa di posizione dei renziani. Scelgono di non affondare il segretario. La loro è quasi una presa di distanza dalle posizioni ipercritiche delle altre anime del partito. «È sbagliato personalizzare le accuse – dice Chicco Porcu – come hanno fatto Silvio Lai e Siro Marrocu. Credo ci si possa dividere sui contenuti, ma l’attacco personale è un errore e non ci farà fare un passo avanti in futuro». Poi un affondo proprio contro gli anti Soru. «Se il partito non è in buone condizioni – continua – la colpa non è da dare a Soru. Le responsabilità arrivano dal passato, da lontano. Io non sostengo Soru, ma serve il confronto e non la personalizzazione. Convocare un congresso sotto le amministrative o il referendum è sbagliato. Se vogliono il congresso a ogni costo dovranno fare l’assemblea e sfiduciare il segretario. A noi interessa stare uniti. Dividiamoci sulle idee non sui nomi».

Sanna. E anche il parlamentare Francesco Sanna sembra lasciare una porta aperta al dialogo. «Per il Pd sardo il passo in avanti non è il congresso estivo o semiautunnale, che implicherebbe disimpegno e disinteresse rispetto al referendum costituzionale, ma rinunciare alla comodità dei ruoli cristallizzati di maggioranza e minoranza per riprendere lo slancio e l’iniziativa dei democratici – dice Sanna –. Quella che nella sua nota Silvio Lai chiama la verità è in realtà un invito (Soru lasci la segreteria del Pd) basato su un racconto di fatti e avvenimenti che però non torna a molti che li hanno vissuti. Non penso sia condivisibile la lettura del 2003, quando il Pd non esisteva, e il centrosinistra trovò in Soru la soluzione per vincere le elezioni e indicare un’idea di Sardegna che i sardi sostennero e fecero propria. Ora non serve riaprire la discussione sulle responsabilità, interne alla maggioranza di centrosinistra, della fine della legislatura in cui Soru fu presidente della Regione».

Secondo Sanna, «è più utile comprenderci sul diritto-dovere del Pd di elaborare idee e programmi, senza che quest’opera venga fraintesa con il bacchettare gli assessori». Ma la battaglia all’interno del partito sembra solo all’inizio. (l.roj)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative