I banditi in fuga con 20 capolavori
La donna, 75 anni, fu aggredita da due malviventi nella sua villa al Lido del Sole
OLBIA. Due anziane rapinate in casa nel giro di 24 ore, tra il 18 e il 19 agosto del 2015. La prima, Anna Maria Morlè di 89 anni, era stata picchiata con violenza e derubata dei suoi risparmi da tre uomini. La seconda, alle 9,30 del 19 agosto, era stata Antonia Pischedda, una gallerista in pensione di 75 anni. Due fatti scollegati tra loro, due bande diverse. Quella che aveva messo a segno il colpo nella villetta di via delle Viole, al Lido del Sole, non aveva picchiato la proprietaria. L’aveva spaventata, legata e imbavagliata. Per poi mettere a segno il piano studiato a tavolino per chissà quanto tempo: portarsi via i quadri, più di venti, di grande valore. Era stata la donna a raccontare ai carabinieri che cosa fosse accaduto. Si era ritrovata in casa due uomini, con il volto coperto da occhiali da sole e cappellino. Sarebbero entrati dall'ingresso principale, probabilmente saltando il cancello, ma la donna se n’era resa conto solo quando si trovavano già all'interno della sua abitazione. I due le avevano tappato la bocca con un foulard e poi le avevano legato i polsi alla sedia con delle fascette di plastica. Quindi si erano impossessati delle sue opere d’arte allontanandosi indisturbati dalla casa. Ma la donna, prima di provare a liberarsi, aveva aspettato ancora un po’. Voleva proprio essere certa che non ci fosse più nessuno. Solo a quel punto aveva provato a togliersi i lacci che la tenevano prigioniera sulla sedia, ma era stato inutile. Le era andata meglio con il bavaglio: era riuscita a toglierselo e, dopo essersi trascinata sino al cortile, aveva cominciato a urlare. Per fortuna un vicino di casa l’aveva sentita e quando aveva raggiunto la casa della donna, l’aveva trovata terrorizzata.
Sul posto si erano precipitati i carabinieri del reparto territoriale di Olbia che, dopo aver cercato di tranquillizzare l’anziana gallerista (non aveva comunque avuto bisogno di cure) l’avevano interrogata sulle modalità della rapina. Una rapina simile a quella del giorno prima, ma scollegata alla stessa sin dal primo momento. In questo caso, infatti, i ladri erano andati a colpo sicuro: volevano i quadri della donna e non avevano tentato di rubare denaro o altri oggetti. I tre balordi che avevano invece preso di mira, il 18 agosto, in via Ungheria, Anna Maria Morlè, 89 anni e malata di cuore, non avevano esitato a picchiarla: l’avevano infatti pestata ripetutamente sino a quando non aveva loro svelato dove avesse messo i suoi risparmi. Circa 5mila euro che teneva custoditi in un armadio e che le sarebbero serviti anche per pagare una maxi bolletta di Abbanoa, dovuta a una perdita d'acqua.
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