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I dubbi, dal rapimento alla morte

I dubbi, dal rapimento alla morte

Incertezza sull’identità dei malviventi e sul conflitto a fuoco a Sabratha

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SASSARI. Tanti punti oscuri, a partire dal momento in cui Fausto Piano e i tre colleghi finirono nelle mani dei sequestratori, sino alla morte di Piano e Failla a Sabratha, il 2 marzo scorso.

Il rapimento. I quattro tecnici italiani caddero in un agguato la sera del 19 luglio a pochi chilometri da Mellitah. L'autista del furgone su cui viaggiavano aveva raccontato di un'auto che li avrebbe seguiti lungo tutto il tragitto per poi costringerli a fermarsi e deviare verso sud. Ma un inseguimento dal confine tunisino presuppone che si trattasse di un sequestro pianificato. Cosa poco attendibile, perché fino a poche ore prima i meccanici si trovavano in Italia. Piano, fino al sabato, era a Capoterra.

I sequestratori. Diverse ipotesi anche sugli autori del rapimento. Il governo di Tobruk, l'unico riconosciuto a livello internazionale, dichiarò di ignorare quale gruppo criminale ci fosse dietro la vicenda, ma l'ambasciatore in Italia accusò la mafia degli scafisti di Zuwara per una possibile ritorsione dopo l'arresto di alcuni membri della loro organizzazione in Italia. Al Jazeera, invece, riteneva che i 4 italiani fossero finiti nelle mani delle milizie tribali filo Haftar.

La morte. Piano e Failla sono morti il 2 marzo durante uno spostamento nella zona di Sabratha. Il giorno dopo Pollicardo e Calcagno sono stati liberati. I due hanno detto di essersi liberati da soli. L’autopsia ha rivelato che Piano e Failla sono stati colpiti da scariche di mitra.

La testimonianza. Una donna na musulmana di 34 anni pochi giorni fa ha detto di essere stata testimone dell'uccisione di Fausto Piano e di Salvatore Failla. Wahida Bin Moktar Bin Ali in un video racconta che i due tecnici sarebbero morti in un bombardamento americano sul campo gestito da militanti dell'Is tunisino. In un'altra versione del racconto invece lei avrebbe proprio visto i due uomini italiani che scendevano dalla jeep per mangiare durante il trasferimento da un campo a un'altra località nel Sahara e sarebbero stati uccisi in un improvviso assalto da parte di «miliziani tripolini».

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