I sindaci attaccano: no al nuovo centralismo
Seduta congiunta Consiglio-Autonomie locali. Ancora critiche alla riforma e alla “fuga” dello Stato
CAGLIARI. Le sedute obbligatorie per Statuto, in questo caso quella congiunta fra Consiglio regionale e autonomie locali, hanno due possibilità: vuote e rituali, oppure polemiche e cariche di contenuti. Stavolta a ad accendere le polveri sono stati i sindaci più che i consiglieri regionali. Ai primi, con in testa quelli delle zone interne, continua a non piacere la riforma degli Enti locali approvata pochi mesi fa dal Consiglio, e poi – come hanno ribadito anche di recente in un’assemblea ad Abbasanta – continuano a «sentirsi troppo soli nell’affrontare la crisi economica e sociale». Dopo gli interventi d’apertura dei presidenti Gianfranco Ganau (Consiglio) e Giuseppe Casti (Autonomie locali) è stato Andrea Soddu (Nuoro) ad attaccare: «Non siamo disposti a celebrare e neanche ad assistere al funerale dei piccoli Comuni, deciso in gran parte dal Governo, ma anche dalla Regione. Il virus del centralismo o della scelta fra territori in cui investire e altri emarginati va respinta con forza e non solo per una naturale istinto di sopravvivenza». Emanuele Deiana (Bortigiadas) è stato ancora più deciso: «Ogni volta che un sindaco finisce nel mirino la solidarietà delle istituzioni non manca, ma dopo poche settimane tutto torna come prima e lo stesso sindaco si ritrova di nuovo solo».È quel pericolo che il presidente Ganau poco prima aveva definito così: «Non possiamo abbandonare chi è un presidio della democrazia e lasciarli in mezzo nel deserto. Anzi, i presidi della legalità devono essere una certezza». Per Nicola Sanna (Sassari): «Il neo centralismo che serpeggia a Roma e a Cagliari va contrastato anche dopo la legge di riforma». Prima degli assessori Cristiano Erriu e Raffaele Paci, è stato il sindaco di Cagliari, massimo Zedda, a dire però: «Attenzione a non cadere nell’errore di pensare che il capoluogo di regione non abbia bisogno di tutta la Sardegna alle sue spalle. Non dividiamoci ancora, ma puntiamo a uno sviluppo che coinvolta davvero tutti». Poi è stato l’assessore Erriu a dire: «Il processo delle Unioni fra i Comuni è legge e va attuato. Se vogliamo uscire dall’isolamento, dobbiamo essere capaci di ragionare come territori che vogliono lavorare assieme e mettere fine alla stagione delle contrapposizioni».
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