Aias, sos dei lavoratori alla Regione
Presidio in viale Trento per chiedere il pagamento degli stipendi
SASSARI. Inizio alle 15, fine non si sa. Perché qualcuno potrebbe rimanere lì a oltranza, sino a quando non arriveranno le risposte che aspettano: la certezza che i loro stipendi saranno sbloccati, che le mensilità arretrate presto daranno respiro ai conti in rosso. I dipendenti dell’Aias e della Fondazione Randazzo si sono dati appuntamento per oggi alle 15 in viale Trento a Cagliari, davanti alla sede della presidenza del consiglio regionale. Cgil, Cisl e Uil, impegnati da mesi a seguire la vertenza dei lavoratori, hanno deciso di alzare il tiro chiamando in causa il governatore Francesco Pigliaru. Vogliono che la Regione, presso la quale sono accreditate le strutture Aias e le Rsa dcella Fondazione – imponga il pagamento degli stipendi arretrati. Non solo. I dipendenti tramite i rappresentanti sindacali chiedono garanzie sul futuro del servizio di assistenza a pazienti anziani e disabili. Sul quale, dopo il caso dei maltrattamenti venuto alla luce nel centro Aias di Decimomannu, è calata un’ombra.
La protesta. Di recente sia l’Aias sia la Fondazione hanno comunicato ai dipendenti che ci sono difficoltà per erogare gli stipendi: i lavoratori Aias dichiarano di avere quattro mensilità arretrate più la tredicesima, quelli della Fondazione 6 mensilità più tredicesima. Oggi a Cagliari l’obiettivo è riunire una folta delegazione dei circa 1400 dipendenti. Tra loro c’è chi si presenterà con tenda e sacco a pelo, pronto ad accamparsi sotto il palazzo della Regione in attesa di risposte certe.
La Regione. Questo pomeriggio, ad ascoltare i lavoratori ci sarà anche l’assessore alla Sanità Luigi Arru. «Siamo impegnati nella delicata vertenza da mesi – spiega –, l’obiettivo è trovare un accordo economico tra l’Aias e le Asl». La famiglia Randazzo, che ha creato e gestisce i 49 centri nell’isola, sostiene infatti di avere un credito a molti zeri per prestazioni sanitarie effettuate e non rimborsate. Una situazione di stallo «di cui facciamo le spese noi lavoratori – spiegano alcuni dipendenti – perché si taglia sui nostri stipendi». I dipendenti oggi chiederanno alla Regione il ricorso all’articolo 1676 del codice civile per fare sì che gli stipendi vengano erogati direttamente dalle Asl. Ma difficilmente sarà possibile, perché alcune aziende sanitarie hanno già detto no.
L’inchiesta. Si allunga la lista degli operatori sospesi nell’inchiesta sui maltrattamenti ai pazienti ospiti del centro Aias di Decimo. Il tribunale di Cagliari ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Liliana Ledda, disponendo gli arresti domiciliari per Roberto Cannavera e la sospensione dall’esercizio del pubblico servizio di Monica Frau (nei confronti della quale non era stato assunto inizialmente alcun provvedimento). In totale sono quindici le persone indagate per le presunte violenze fisiche e verbali.
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